Il premier: “siamo già al lavoro, presto atti concreti. Dalla spending review possibili interventi per 100 miliardi”. All’asta i “gioielli” di Comuni e Regioni

Mario Monti

I beni di Comuni e Regioni finiranno all’asta. L’annuncio è del professore. “Non solo non escludiamo la cessione di quote dell’attivo del settore pubblico, ma la stiamo preparando e presto seguiranno degli atti concreti”.

Mario Monti è categorico sull’argomento. Il primo ministro, rispondendo a una domanda in proposito durante la conferenza stampa seguita alla consegna del premio Responsible leadership award. «Abbiamo predisposto veicoli, fondi mobiliari e immobiliari, attraverso i quali convogliare in vista di cessioni, attività del settore pubblico, prevalentemente a livello regionale e comunale», ha spiegato da Berlino.

Monti ha spiegato che nella nuova strategia predisposta dall’esecutivo, gli enti locali avranno un ruolo centrale: «Abbiamo predisposto dei veicoli, fondi immobiliari e mobiliari attraverso i quali convogliare, in vista di cessioni, attività mobiliari e immobiliari del settore pubblico, prevalentemente a livello regionale e comunale».

Il premier ha quindi in mente una strada ben definita: servizi pubblici locali e municipalizzate, settori e aziende che al momento hanno sul mercato valutazioni, e opportunità di ritorno economico, molto più vantaggiose di quelle delle grandi aziende di cui lo Stato conserva un quota.

Il governo sarà quindi all’opera per l’attuazione delle misure proposte martedì sera dal Comitato interministeriale per la spending review, che consentiranno di risparmiare già nel 2012 5 miliardi, e altri 8 o 9 nel 2013 (ma l’area potenziale di intervento, ha riferito il ministro per i Rapporti con il Parlamento Piero Giarda, potrebbe arrivare a 100 miliardi complessivi). E intende aggiungere a queste cifre anche la cessione degli asset pubblici.

Questo significa, quindi, che dovrebbe essere evitata una nuova manovra, ma potrebbe anche consentire di evitare l’aumento dell’Iva a ottobre (spesa quantificata in 3,8 miliardi), di avere 200 milioni per la copertura del decreto Sviluppo e di poter mettere sul piatto un altro miliardo per il terremoto di Emilia e Lombardia.

Monti ha anche incassato le lodi dal ministro delle Finanze tedesco, Wolfang Schaeuble, che lo ha definito «l’uomo giusto al posto giusto» prevedendo un ritorno alla crescita per l’Italia. Schaeuble ha anche precisato che l’Italia ha effettuato progressi considerevoli nel ristrutturare le sue finanze pubbliche da quando Monti ha assunto la carica di capo del governo alla fine dello scorso anno. «L’Eurozona – ha aggiunto – ha bisogno che l’Italia sia forte».

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