Conti correnti, titoli di stato, azioni: la crisi avanza e inizia a generare il panico. Suggerimenti per difendersi

dovremo nascondere i soldi sotto il materasso?

Si potrebbe riassumere questo articolo semplicemente con la foto accanto. Proviamo in realtà ad andare oltre e fare chiarezza sulla situazione, al cospetto della crisi economica che dilaga e ci fa temere di perdere i nostri risparmi.

Cosa fare del denaro che abbiamo, come difenderlo dal rischio di collasso dell’euro?

Soluzioni salvifiche, purtroppo, non ce ne sono, è bene dirlo, se il castello della moneta unica crolla chi più, chi meno, ognuno sarà travolto.

Qualche misura tampone, però, si trova, in attesa e nella speranza che la politica trovi una forma adeguata di assicurazione europea che garantisca i depositi bancari. Ricette semplici, che allentino la presa del panico, ancora ingiustificato, e la corsa ai bancomat.

Anche per i patrimoni più piccoli. La parola d’ordine, comunque, è diversificare, per distribuire i rischi: nel portafoglio obbligazionario e azionario vanno utilizzate valute extra-euro, dollari, franchi svizzeri, yen, sterlina ecc… In dettagli vediamo i consigli contenuti sul Corriere della Sera del 13 giugno.

Conti correnti. Parcheggiare i propri soldi in banca, impegnandosi a non toccarli per un anno, offre la possibilità di spuntare rendimenti intorno al 3/3,5%. Si recupera l’inflazione, che è agli stessi livelli, non molto di più. Indirizzarsi su impieghi più remunerativi ha i suoi lati positivi, a patto di controllare bene tutte le clausole. Fino a 100 mila euro il deposito è tutelato dal Fondo di garanzia.

A livello fiscale è abbastanza conveniente, l’aliquota è scivolata al 20% dal 27%, anche se l’1 per mille di patrimoniale si applica su ogni tipo di investimento, a breve e lungo termine. Le banche, alle prese con la difficoltà di finanziarsi, sono costrette a offrire tassi vantaggiosi, ma bisogna stare attenti a contratti capestro. Onde evitare, per esempio, che tra promozioni e offerte sfugga la clausola che limita ai primi mesi la validità del tasso di interesse promesso.

Titoli di Stato. Non possono mancare nel portafogli bund tedeschi, i titoli più affidabili, rifugio sicuro anche se i rendimenti bassissimi non coprono nemmeno l’inflazione. I nostri non sono ai livelli di novembre, ma intorno al 6% denunciano un rischio più elevato. Chi ha titoli, meglio se diversificati, stia fermo: non valorizza le minusvalenze sui prezzi (sotto i 100) e punta alla scadenza.

Chi intende investire ed è ragionevolmente fiducioso che tutto si appiani, può comprare Btp a prezzi di saldo (95) confidando in una risalita dei prezzi per guadagnarci. Ma lo faccia su scadenze annuali, non si impegni a lungo termine aggiungendo scommessa a scommessa. E comunque non si rivolga solo al titolo italiano. Per i patrimoni più leggeri è indicato l’Etf, uno strumento finanziario quotato in Borsa che copia gli indici di mercato, obbligazioni comprese.

Azioni. Piazza Affari è la Cenerentola degli investimenti, in questo momento, soprattutto a causa dei titoli delle banche, epicentro della crisi. Ma, a guardar bene, qualche bel nome del “made in Italy” è sfuggito alle maglie della crisi, specie quelli conosciuti e apprezzati all’estero e quelli destinati a una crescita importante anche suol mercato globale.

Il Corriere della Sera vede bene Luxottica, Safilo, Ferragamo, oppure Autogrill, Amplifon, Campari, Yoox. Le serie storiche insegnano che puntare su titoli che al momento nessuno vuole negli anni successivi si rivela l’idea giusta, quella più remunerativa. Nessuno, però, è in grado di garantire che succeda ancora. In generale meglio avere azioni quotate su altre piazze finanziarie, tipo Wall Street e le borse dei paesi emergenti. Come sempre, diversificare, mettere nel portafogli di tutto un po’, limitarsi ai soli euro non conviene davvero.

© Riproduzione Riservata

Commenti