Ancora scosse, situazione drammatica. Muore donna in coma: era rimasta ferita nel terremoto del 29 maggio

il dramma in Emilia Romagna

Si conta un’altra vittima per la scossa di terremoto che ha colpito il 29 maggio l’Emilia e il bilancio dei morti sale a 27. Dopo circa due settimane di coma è morta ieri sera all’ospedale civile di Modena a Baggiovara Martina Aldi, di 38 anni.

La donna, che era incinta di pochi mesi, abitava a Finale Emilia e lì si trovava al momento del terremoto, nonostante fosse già sfollata dopo la prima scossa del 20 maggio. Probabilmente per un arresto cardiaco era stata ricoverata d’urgenza; ha perso subito il bambino ed è entrata in coma senza più riprendersi.

Mentre la terra continua a tremare in Emilia-Romagna, con forti scosse anche nella notte tra lunedì e martedì, prosegue il lavoro di verifica dell’agibilità degli edifici nelle zone colpite dal sisma: secondo la Protezione civive che ha effettuato sopralluoghi in 6.736 stabili, 2.072 sono inagibili.

Nella notte tra lunedì e martedì una nuova forte scossa di terremoto di magnitudo 4,3 (profondità 10,8 chilometri) è stata registrata alle ore 3:48 con epicentro vicino a Novi di Modena. Dalla mezzanotte di oggi tra Emilia-Romagna e Lombardia i sismografi dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia hanno registrato 23 scosse di diverse magnitudo. A parte la 4,3, all’1:26 ne è stata registrata una di magnitudo 3 (profonda 5 chilometri) tra Mirandola e Concordia sulla Secchia.

Nelle zone colpite dal terremoto tra Emilia-Romagna e Lombardia le squadre di rilevatori in edifici pubblici e privati nell’area colpita dal terremoto hanno stabilito che circa il 37% sono stati classificati agibili, il 17% temporaneamente inagibili ma agibili con provvedimenti di pronto intervento, il 6% parzialmente inagibili, il 2% temporaneamente inagibili da rivedere con approfondimenti, il 33% inagibili e il 5% inagibili per rischio esterno. In Emilia le strutture già controllate sono 6.323: di queste, 2.392 sono state classificate agibili, 1.081 temporaneamente inagibili ma agibili con provvedimenti di pronto intervento, 356 parzialmente inagibili, 84 temporaneamente inagibili da rivedere con approfondimenti, 2.072 inagibili e 338 inagibili per rischio esterno.

In Lombardia, invece, dove ieri i sopralluoghi sono stati temporaneamente sospesi per riprendere stamattina, le strutture finora controllate sono 413. Di queste, 119 sono state classificate agibili, 82 temporaneamente inagibili ma agibili con provvedimenti di pronto intervento, 36 parzialmente inagibili, 14 temporaneamente inagibili da rivedere con approfondimenti, 142 inagibili e 20 inagibili per rischio esterno.

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