Sindaco di Messina e deputato regionale, l’Ars stoppa il doppio incarico. Se non decide decade da onorevole

Giuseppe Buzzanca

La carica di deputato di Giuseppe Buzzanca è incompatibile con quella di sindaco di Messina.

Così ha deciso l’Ars, bocciando la relazione approvata dalla Commissione Verifica dei poteri secondo la quale le due cariche di sindaco e parlamentare regionale erano compatibili: 38 i voti contrari alla compatibilità delle due cariche di Buzzanca, tre favorevoli, un astenuto.

Buzzanca adesso ha dieci giorni per optare tra una delle due cariche. Scaduto questo termine, in assenza di una decisione di Buzzanca, lo stesso verrà considerato decaduto da deputato regionale.

L’Ars, nella seduta odierna, è stata quindi impegnata nella discussione cruciale per stabilire l’incompatibilità di Buzzanca.

Dopo l’introduzione della Commissione verifica dei poteri, che ha votato qualche mese fa per la permanenza all’Ars di Buzzanca (in controtendenza con la pronuncia, ad esempio, del tribunale civile di Palermo), la votazione è naufragata di fronte all’assenza del numero legale, che ha costretto il presidente Cascio a sospendere la seduta e a rimandare la votazione di un’ora.

Il problema sta proprio lì. Secondo il regolamento dell’Ars, nessun’altra questione può essere affrontata finché non si giunge alla votazione del caso di incompatibilità di Buzzanca. Insomma, finché non c’è il numero legale, l’Ars non potrà fare altro. Così, il “ddl a costo zero”, che dovrebbe chiudere in qualche modo la vicenda di bilancio e finanziaria, aspetta in coda, sulla “Palermo-Messina”.

I deputati assenti al voto sull’incompatibilità di Buzzanca. Tranne i deputati Salvatore Giuffrida e Raffaele Nicotra, gli altri parlamentari dell’Udc erano tutti assenti. Assente anche l’intero gruppo del Pid, ad esclusione del capogruppo Rudy Maira, relatore della commissione verifica poteri che si è occupato del “caso Buzzanca”. Assente in blocco, invece, il Pdl, il gruppo al quale è iscritto Buzzanca. Dei 35 parlamentari presenti in aula la maggior parte, 24, sono del gruppo Pd. A questi si aggiungono i deputati Mpa Giuseppe Arena, Nicola D’Agostino, Francesco Calanducci e Giovanni Di Mauro, Pippo Currenti di Fli, Paolo Ruggirello del Mps e Giuseppe Lo Giudice del gruppo Misto.

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