Fisco “martella” il meridione più del Nord. Lo dice il rapporto Svimez 2011 sulla finanza dei Comuni

maggiore pressione fiscale al Sud

I numeri parlano chiaro. La notizia non farà certamente piacere al popolo leghista che dopo la caduta del leader maximo Umberto Bossi vede adesso crollare un altro caposaldo del proprio credo politico.

I cittadini del Sud “continuano a pagare più tasse sia di quelli del Nord che di quelli del Centro, non in cifra fissa ma in termini di peso sul pil”. Lo rivela il rapporto Svimez 2011 sulla finanza dei Comuni.

Dall’indagine emerge che le entrate correnti, negli ultimi venti anni nei comuni del Centro-Nord sono passate da 1.075 euro pro capite del 1991a 987 del 2010 con una riduzione dell’8,2%. Al Sud nello stesso periodo le entrate correnti sono invece salite da 774 euro del 91 a 790 euro del 2010. Le entrate tributarie sono schizzate in venti anni del 151% al Sud e dell’82% al Centro-Nord.

Questo spiega l’aumento delle entrate correnti nel Mezzogiorno. In termini pro capite negli ultimi 20 anni le entrate tributarie sono raddoppiate nei comuni del Centro-Nord passando da 224 euro nel 1991 a 408 nel 2010 ma nel sud sono addirittura triplicate: i 121 euro del 1991 sono lievitati fino a 303 euro del 2010.

La quasi totalità delle entrate tributarie circa l’81% nel 2010 nella media nazionale deriva da addizionale Irpef, Ici, Tarsu. In particolare queste imposte hanno pesato al Centro-nord nel 2010 per l’80%, al Sud per l’86%.

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