Ogni anno il costo complessivo dei vari dicasteri è di 238 miliardi. La “spending review” taglierà i veri sprechi?

Enrico Bondi

I numeri non si possono mai sconfessare e valgono più di qualsiasi altra interpretazione.

In attesa della riunione del Comitato interministeriale per la correzione della bozza della spending review – necessaria dopo i danneggiamenti del terremoto in Emilia – adesso sono sotto l’occhio del ciclone i costi dei ministeri.

Il decreto legge, che dovrebbe essere varato a fine giugno, sta infatti vagliando le cifre in eccesso della spesa pubblica in modo da scongiurare un aumento delle aliquote Iva a ottobre e garantire una pronta risposta al dopo sisma.

Come ha evidenziato il Corriere della sera, ridurre la spesa pubblica di 5 miliardi tra giugno e dicembre del 2012 equivale ad avere circa 8,5 miliardi di risparmi strutturali dal 2013.

Il commissario Enrico Bondi sta studiando soluzioni ad hoc per ottenere 3 miliardi, il resto deve essere invece recuperato da ulteriori tagli alla spesa dei ministeri.

Secondo il servizio del bilancio del Senato, tutte le voci in uscita dei ministeri – comprensi gli stipendi – ammontano annualmente a 283 miliardi sui 779 complessivi sborsati dallo Stato.

Servono al loro semplice funzionamento ben 108 miliardi, ovvero la metà delle risorse messe in campo, rispetto ai 36 miliardi che vanno in conto capitale.

Il dossier del Senato: il ministero del Lavoro ha una spesa da 100 miliardi.

Il servizio studi del Senato ha evidenziato le spese più significative. Tra queste figurano i 79 miliardi trasferiti dal ministero dell’Economia a società pubbliche: 1,8 miliardi a Ferrovie, Anas e Enav; 4,3 miliardi all’Inps per la copertura del disavanzo fondo pensioni per il personale delle Ferrovie dello Stato.

Tra le spese di funzionamento: solo 300 milioni vanno al funzionamento degli uffici territoriali.
98 mld solo in interventi di politica sociale. E ancora: per il ministero dello Sviluppo si contano 7 miliardi di cui 6,6 in spesa in conto capitale; il ministero del Lavoro ha una spesa da 100 miliardi, 98 solo in interventi di politica sociale; 7 i miliardi spesi dalla Giustizia, di cui 3,2 sono impiegati per i tribunali e 848 milioni solo per le intercettazioni; pesa 7,5 miliardi il ministero delle Infrastrutture e Trasporti; mentre la Difesa si aggira sui 19 miliardi.

La spesa dell’Istruzione è sui 44 miliardi: 40 vanno alle spese per l’istruzione e 444 milioni alle università.

Infine, del peso da 11 miliardi dell’Interno, 486 milioni sono da attribuire al funzionamento delle prefetture; mentre sugli Esteri pesa per 579 milioni il funzionamento delle sedi estere e per 461 milioni i contributi a organismi internazionali.

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