La “pasionaria” del Pdl si candida per la leadership del partito: “alle primarie avrò un jolly pazzesco dalla mia parte, presto saprete Berlusconi finito? Resta un faro”

Daniela Santanchè

“Cazzate!”, risponde così Daniela Santanchè quando le si chiede se il via libera alle primarie del Pdl, deciso venerdì scorso dall’ufficio di presidenza significhi la fine di Silvio Berlusconi come padre-padrone del Pdl e del centrodestra italiano. «Senza di lui non andiamo da nessuna parte», aggiunge la Santanché, intervistata da “Qn”.

Ma proprio lei, la pasionaria di destra, sembra invece voler correre verso la leadership del partito. Il candidato premier del partito per le primarie è il segretario Angelino Alfano. Ma gli sfidanti non mancheranno.

Santanché, la sua candidatura alle primarie del Pdl, previste per l’autunno, sembra certa.
«Prima voglio capire quali saranno gli assetti con cui si arriverà alle primarie. Di certo l’ala movimentista del Pdl dovrà avere un suo candidato, io auspico che siano in tanti a mettersi in gioco, che la corsa sia il più aperta possibile perché più forte è la partecipazione più forte è la democrazia e più forte sarà il nostro movimento».

«Una corsa aperta», ma quanto? Nel Pdl c’è chi propone di aprire anche a figure di spicco di altri partiti del centrodestra: da Maroni a Casini, passando per Montezemolo.
«Io sono tra quelli che preferiscono le primarie di coalizione, sono per tutto ciò che allarga e contro tutto ciò che restringe. Facciamo le primarie pure sul programma».

L’idea delle liste civiche da lei sponsorizzata è stata bocciata. Come l’ha presa?
«Non è esatto. Venerdì abbiamo ristabilito, una volta di più, un concetto molto semplice: il Pdl deve stare unito e tutti insieme si valuterà chi intende aggiungersi al nostro progetto. Se un esponente della società civile intende creare una sua lista e aggiungersi a noi, non diremo no».

Lei come intende correre le primarie? Farà una sua lista?
«Possibile ma anche no. Ho in mente un jolly pazzesco».

Un «jolly pazzesco»? Può spiegare?
«Non c’è ancora nulla di sicuro, quando sarà il momento entrerò nei dettagli. Per ora posso dire solo che ho in mente un progetto con una personalità di primissimo piano».

Chi teme di più tra i possibili sfidanti alle primarie?
«Guardi, il mio problema non è questo. Io oggi (ieri ndr) sono stata nelle piazze lombarde e del Lazio con i gazebo per raccogliere firme contro il pagamento della prima rata dell’Imu».

Quindi?
«Ora sono assorbita dall’impegno di riportare il Pdl tra la gente, di trasformarlo in un movimento. Partito è sinonimo di fallimento e sfiducia. Dobbiamo stare a fianco di chi non riesce a sopportare questo governo delle tasse, di chi vuole che la capitale dell’Europa sia Bruxelles e non Berlino, di chi vuole una Bce forte e gli Eurobond e di chi vuole scongiurare la terza Guerra mondiale dichiarata dalla Germania».

Il documento dell’Ufficio di presidenza Pdl non è un segnale di battaglia al governo Monti.
«Non è vero. Provvedimenti che aumentino le tasse non li voteremo più. Quel documento è un ottimo documento».

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