Botta e risposta durissimo tra i leader di Idv e Pd. La foto di Vasto sembra ormai un ricordo sbiadito

Pierluigi Bersani e Antonio Di Pietro

Se non è già resa dei conti allora è comunque vicina l’ora della verità nella sinistra. Scontro aperto, volano parole e accuse di “fuoco” tra Antonio Di Pietro e Pier Luigi Bersani. La foto di Vasto sembra definitivamente sbiadita.

Durante il suo intervento sul palco della manifestazione Fiom ‘Il lavoro prende la parola’, il leader dell’Idv ha attaccato frontalmente il segretario democratico.

Frontalmente in senso letterale: Bersani, infatti, assisteva allo show dell’ex pm seduto in prima fila, accanto al leader di Sel, Nichi Vendola.

Quasi un remake a sinistra del celebre «Che fai, mi cacci?» che segnò la rottura tra Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi.

«Non è più il tempo dei primi della classe», ha sferzato Di Pietro, «ci vuole coerenza tra parole e comportamenti e non ce l’ha detto il medico di stare insieme. La politica in questo momento è offesa da chi fa le spartizioni sull’Agcom, su chi vota la fiducia sull’articolo 18, su chi va in piazza e poi sta con il governo Monti».

Per quindici lunghi minuti Di Pietro ha rivolto accuse «a questa maggioranza in parlamento voluta dalla Bce e dagli elettori».  «L’Idv da subito», ha detto l’ex toga, «è stato contro il governo Monti. Landini ha detto di essere indipendente dai partiti e l’Idv non ha la pretesa di rappresentare nessuno ma chiediamo di valutarci sui fatti e non sulle ideologie di appartenenza: ci siamo opposti alla modifica dell’articolo 18, ci hanno respinto l’emendamento per gli esodati e vedremo la prossima settimana come voteranno sul nostro emendamento sul falso in bilancio e sulla concussione per induzione».

Per Di Pietro «gli elettori non hanno bisogno di una foto (la foto di Vasto, ndr) ma di una proposta concreta». E per sostenere la sua posizione ha citato il padre nobile del centro sinistra Romano Prodi: «come ha detto Prodi, non vogliamo fare scelte suicide ma scelte di campo e chiederemo alla società civile, ai movimenti la forza di portare avanti le nostre idee».

Il numero uno dell’Idv ha incalzato il Pd anche sulle primarie sostenendo che «le primarie senza un progetto sono come una bottiglia vuota senza liquido dentro» e che il Pd deve chiarire «quali sono i suoi programmi, se di sinistra e riformisti o quelli del Pdl, delle spartizioni delle poltrone».

Di Pietro ha anche risposto a Bersani che l’aveva paragonato a Grillo: «il problema dell’Italia non sono i comici che vogliono fare politica ma la protesta della società per le sofferenze imposte dal governo Monti che non ha risolto alcun problema di Berlusconi».

La risposta del leader democratici non si è fatta attendere. «Dire che c’è un inciucio sul disegno di legge anticorruzione è diffamatorio. Chiedo a Di Pietro di riflettere, certo c’è un problema con lui e non è nelle mie mani risolverlo perché io non ho mai detto una parola men che meno rispettosa sull’Idv e Di Pietro, e mai mi sentirete. Ma io rappresento il Pd che è un partito che va rispettato da chiunque, sia chiaro».

Ma Di Pietro ha commentato anche queste parole: «Come al solito Bersani sfugge al confronto e si rifugia nella lesa maestà. Invito tutti a risentire le mie dichiarazioni, per valutare se si tratta di diffamazione o di quesiti e fatti concreti».

«Maurizio Landini ci ha chiesto quali sono state le nostre proposte sul lavoro. Io ho fatto solo la fotografia della realtà». Poi ancora più duro: «Bersani non ha avuto il coraggio di rispondere davanti alla platea, ma l’ha fatto fuori, nei corridoi, senza contraddittorio». «Io stamattina ho detto le stesse cose del professor Rodotà, lui è stato anche più duro di me, ma Bersani», ha concluso l’ex pm, «ha preferito prendersela con una forza politica, perché è più comodo così».

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