Riunione Eurogruppo per le banche: intervento del Fondo salva Stati per le ricapitalizzazioni iberiche?

Mariano Rajoy

Dopo il caso Grecia c’è un’altra emergenza per l’Unione Europea.

I ministri delle Finanze dell’Eurozona si riuniranno in teleconferenza nel pomeriggio per definire le condizioni e di un intervento del Fondo salva-Stati (Efsf) per la ricapitalizzazione delle banche spagnole, anche se Madrid continua a negare di aver già inoltrato la richiesta formale di ricevere questi aiuti.

La discussione dell’Eurogruppo è preceduta e preparata tecnicamente da quella dell’Euro working group, composto dagli alti funzionari dei ministeri delle Finanze dei Diciassette.

Sul tavolo c’è anche, come uno degli elementi più importanti per l’analisi dei ministri, il rapporto di valutazione della stabilità finanziaria della Spagna reso noto nella tarda serata di ieri dal Fondo monetario internazionale, che valuta a 40 miliardi di euro i bisogni di ricapitalizzazione del settore bancario nazionale.

A questo punto, l’estrema cautela spagnola nella formalizzazione della richiesta di aiuti non può che significare due cose: innanzitutto, che i partner dell’Eurozona, Germania in testa, sono convinti che non ci sia più tempo da perdere, tanto da arrivare al punto – con la convocazione dell’Eurogruppo – di forzare la mano al governo di Mariano Rajoy, ancora esitante; la seconda, che la richiesta formale di Madrid, in questo caso, non è tanto il punto di partenza, quanto una delle armi negoziali che la Spagna può tenere in mano e far pesare mentre vengono definite le condizioni dell’aiuto.

Il negoziato in corso riguarda infatti un meccanismo di assistenza finanziaria da parte dell’Efsf che esiste solo da pochi mesi e non è mai stato applicato prima. Non si tratta, infatti, per la Spagna, di seguire le orme di Irlanda, Portogallo e Grecia, di accettare un programma macroeconomico che mette sostanzialmente sotto tutela (cioè sotto il controllo della Troika Commissione Ue-Bce-Fmi) il bilancio nazionale con l’obbligo di eseguire tagli si spesa, durissime riforme strutturali e misure di austerità.

In questo caso, si tratta di applicare un programma limitato al solo settore bancario, in cui lo Stato spagnolo sarebbe direttamente coinvolto sostanzialmente in tre soli momenti: la richiesta formale di attivare il meccanismo, da rivolgere al presidente dell’Eurogruppo, Jean-Claude Juncker; il ‘transito’ dei fondi, che non possono essere dati dall’Efsf direttamente alle banche; e la garanzia che lo Stato deve fornire di rimborsare i prestiti nel caso che le banche beneficiarie non riescano a riprendersi e ritornare in salute nei tempi previsti dai piani di ristrutturazione.

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