E’ un incubo senza fine. Possibili nuove scosse tra Finale Emilia e Ferrara. Gli eventi ipotizzati paragonabili a quelli già registrati in un territorio ormai devastato

il disastro in Emilia Romagna

Il terremoto potrebbe manifestarsi di nuovo tra Finale Emilia e Ferrara con delle forti scosse. Le attività sismiche potrebbero inoltre estendersi alle zone limitrofe.

Ad illustrare quello che potrebbe accadere nelle prossime settimane in Emilia, è il governo nel corso di una conferenza stampa convocata a sorpresa nel mezzo del Consiglio dei ministri per analizzare il rapporto della Commissione grandi rischi sulla sismicità dell’area colpita.

Secondo il documento, “nel caso di una ripresa dell’attività sismica nell’area già interessata dalla sequenza in corso, è significativa la probabilità che si attivi il segmento compreso tra Finale Emilia e Ferrara con eventi paragonabili ai maggiori eventi registrati nella sequenza”. Il terremoto, potrebbe quindi, stando alle analisi della Commissione, spostarsi verso est. Inoltre, non si può “escludere l’eventualità che, pur con minore probabilità, l’attività sismica si estenda in aree limitrofe a quella già attivata sino ad ora”.

Monti, nella sua relazione che accompagna questa analisi, spiega che “il governo è pienamente impegnato con tutti gli strumenti disponibili” a fronteggiare l’emergenza e assicura “uno sforzo straordinario in termini di risorse, competenze e strumenti. Il governo – spiega ancora Monti – sosterrà e rafforzerà le iniziative già in atto, assumendo, di intesa con le Regioni, tutti gli interventi necessari a tutelare le comunità locali, oltre a consentire l’avvio della ricostruzione”.

Per quanto riguarda le conclusioni della commissione Grandi rischi, si segnala che “non esistono a tutt’oggi metodi scientifici attendibili di previsione dei terremoti nel breve periodo. Tuttavia la conoscenza del sottosuolo (le “faglie”) e gli eventi che si sono succeduti dal 20 maggio in poi permettono di formulare alcuni orientamenti per l’evoluzione futura”. La commissione ricorda che “alla zona colpita dai recenti sismi era stata assegnata una magnitudo massima 6.2 e che i valori registrati dello scuotimento del terreno sono compatibili con i valori della mappa”.

Insomma, il rischio reale che il sisma continui c’è e bisogna correre per mettersi ai ripari. Per questa ragione, il governo assicura che in Emilia si sta mettendo in moto la macchina per “accelerare ulteriormente la messa in sicurezza delle attività civili, sociali e produttive delle zone colpite dai terremoti delle scorse settimane”.

Anche la regione Emilia-Romagna, pur ribadendo che “come dice la Commissione Grandi rischi il terremoto non si può prevedere” ha chiesto e ottenuto un contingente di 300 unità dei Vigili del fuoco per “l’accelerazione delle fasi di verifica sulle diverse tipologie di edifici, anche finalizzate alla rapida conclusione della loro fase di messa in sicurezza preventiva degli stessi)”. In campo infine, arriverà anche l’Esercito che aiuterà ad “aumentare il presidio, ai fini della pubblica sicurezza, in particolare nelle zone rosse dei centri abitati colpiti, come richiesto dagli stessi sindaci”.

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