Un film indipendente che racconta la vera storia di uno stupro di gruppo. Ora serve l’aiuto del pubblico per fare arrivare nelle sale l’opera di giovani autori e interpreti

Black Out

Si chiama “Black Out”, ed è un lungometraggio indipendente – basato su una storia vera – realizzato da un gruppo di giovanissimi autori ed interpreti (fra i 16 e i 17 anni) che nasce dall’unione della giovane casa di produzione cinematografica “Sole e Luna Production” (nata nel 2010 e attenta alla produzione di opere indipendenti capaci di coniugare qualità, innovazione e attenzione al mondo giovanile) con l’associazione culturale Movie’s Geyser Onlus (da anni impegnata nella realizzazione di prodotti audiovisivi e nel supporto a realtà giovanili disagiate).

E’ la storia di Elettra, una ragazza di 16 anni la cui vita viene all’improvviso violata e distrutta. E’ la storia (reale) di uno stupro di gruppo e delle ripercussioni che ciò provoca nella vita della vittima.

Il film mira ad accendere un riflettore su un fenomeno purtroppo molto diffuso e al tempo stesso nascosto; una ferita sempre più attuale di cui si parla sempre meno. Un fenomeno che umilia, annienta e cancella la dignità e la persona.

Un bella sceneggiatura ed ottimi registi: Manuel Zarpellon Giorgia Lorenzato (il complesso montaggio è della stessa Lorenzato) che, con costanza, coraggio e creatività, hanno condotto questo gruppo di ragazzi esordienti lungo un copione difficile e doloroso.

“Black Out” è stato girato tra il dicembre 2011 e il febbraio 2012 nei dintorni di Bassano del Grappa.

Nel cast sono tantissimi i ragazzi e le ragazze di 17 anni tutti esordienti. In un’epoca in cui ci si preoccupa solo di futilità e i giovani vengono costantemente stereotipati come personaggi vuoti, ecco il rovescio della medaglia: una nuova generazione che dice no alle etichette, che lotta contro la violenza e i soprusi e che mostra di avere dei valori.

Attualmente sono in via di definizione gli accordi per la distribuzione. Determinante, per portare questo film in più sale italiane, sarà l’interesse del pubblico.

Tanti più click verranno dati al trailer (sul sito o sulla pagina facebook), tanto più concreta sarà la possibilità di far arrivare la pellicola nelle sale.

Basterà un click per sensibilizzare e fare aprire gli occhi su un tema drammatico che purtroppo riguarda e coinvolge moltissime donne. Ma anche uomini, dato che sono proprio loro, spesso, gli “attori” di stupri e violenze.

A volte basta un semplice click per migliorare il mondo in cui viviamo.

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