“Monti resterà fino al 2013. No al presidenzialismo. C’è bisogno di fare larghe intese con altre forze politiche”

Pierluigi Bersani

«Un centrosinistra di governo aperto ad un patto di legislatura con forze democratiche e civiche moderate. Un patto tra progressisti e moderati per ricostruire il Paese che non equivale certo a una “ammucchiata”». È la proposta del segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, nel corso della direzione del partito.

Primarie aperte entro l’anno «per la scelta del candidato premier dei progressisti e dei democratici italiani», rilancia Bersani, che annuncia la sua candidatura e rivolge la proposta di «un patto per la ricostruzione non solo ai partiti di un centrosinistra di governo ma a movimenti, liste civiche e sindaci». «È una proposta che avanzo – spiega Bersani – non solo ai partiti di un centrosinistra di governo ma ad associazioni, movimenti, liste civiche, sindaci e amministratori, singole personalità che si riconoscono nel campo democratico e progressista. Un patto, e cioè una carta di intenti per la ricostruzione ed il cambiamento che delinei un’idea di Paese alternativa alle pulsioni regressive e populiste a cui l’Italia e l’Europa sono esposte».

La candidatura. Poi l’annuncio del segretario Pd: «Io mi candiderò alle primarie aperte per la premiership non per allestire generiche carovane o determinare questa o quella rendita di posizione ma per riconnettere politica e società e mettere in movimento la forza dei progressisti senza lasciarla spettatrice di acrobazie altrui spesso senza capo né coda».

Legge elettorale. Pier Luigi Bersani raccoglie la sfida di Angelino Alfano per verificare in tre settimane «se c’è l’accordo» sulla legge elettorale. «La riforma sia però liberata da ogni condizionamento, il semipresidenzialismo non è percorribile in questo scorcio di legislatura» chiarisce però il segretario Pd, rilanciando il doppio turno e i collegi. Nel confronto che Bersani chiede ci sono due paletti: «Basta liste bloccate, per noi la strada maestra sono i collegi; massima attenzione alla governabilità e alla possibilità dei cittadini di pronunciarsi utilmente sull’indirizzo di governo». Entro i primi di luglio, conclude Bersani, «dobbiamo sapere con ragionevole certezza la soluzione e quindi chiedo mandato alla Direzione per metterci a lavoro da domani con le altre forze politiche».

Semipresidenzialismo. E sempre ad Alfano risponde, chiudendo sulle recenti proposte del sul semipresidenzialismo: «Non è la nostra opzione, è una posizione legittima ma non è comunque percorribile in questo scorcio di legislatura».

Rai. «Ribadisco che non parteciperemo al rinnovo del Cda della Rai», dice Bersani, che sottolinea la gravità della mancata riforma del servizio pubblico televisivo: «Il Pdl ha posto un veto e il governo non ha voluto. Eppure c’era tanto per fare una riforma».

Monti fino a fine legislatura. «Per noi la legislatura si chiude nel 2013. Sappiamo che non è tutto nelle nostre mani e vediamo segnali di instabilità che però non vengono da noi», ha detto Bersani. Poi una stoccata: «Se è vero che i conti devono tornare è anche vero che questo è possibile anche senza approcci ragionieristici che vedo troppo spesso». Lo dice il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, nel corso della Direzione del partito, ringraziando comunque Monti e Napolitano per quanto stanno facendo

© Riproduzione Riservata

Commenti