Il presidente del Consiglio: “non abbiamo favore di Confindustria e nemmeno di un grande quotidiano”

Mario Monti

“Negli ultimi tempi il governo ha perso il sostegno di Confindustria e dei poteri forti”. Lo ha affermato il premier Mario Monti intervenendo in videoconferenza al congresso nazionale dell’Acri.

“Il mio governo e io – ha detto Monti – abbiamo sicuramente perso negli ultimi tempi l’appoggio che gli osservatori ci attribuivano da parte dei cosiddetti poteri forti: in questo momento non incontriamo il favore di un grande quotidiano, considerato voce autorevole dei poteri forti, e non incontriamo il favore di Confindustria”.

“Ma scopro – ha aggiunto il presidente del Consiglio – che il potere fortissimo dell’Acri apprezza la nostra azione e vi ringrazio di questo incoraggiamento”.

C’è, comunque, un detto scontato ma eloquente: “chi semina vento raccoglie tempesta”. Il professore, al di là dei giochi di palazzo, non può pensare di godere oggi del favore mediatico, popolare e neppure imprenditoriale, di fronte al massacro di tasse che sta imponendo e che sta portando il Paese ancor più giù – impresa titanica a ben rifletterci – di dove l’aveva lasciato il “venditore di fumo” di Arcore.

A volte la cura può risultare peggio del male. Tasse, tasse e tasse significa crescita zero, recessione e potere d’acquisto ridotto ai minimi termini. Monti è un’economista e dovrebbe saperlo molto meglio di noi. Evidentemente fa finta di non capire la realtà: presto o tardi dovrà dare conto e ragione delle vere logiche che muovono il suo disegno politico “criminale”, come giustamente lo ha definito Paolo Barnard.

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