Il presidente americano telefona al primo ministro inglese, Cameron: “necessario un piano immediato salva euro”. Ma sullo sfondo c’è la partita elettorale

Barack Obama

Il presidente americano Barack Obama e il primo ministro britannico David Cameron giudicano “necessario” un “piano immediato” per la crisi dell’Eurozona.

Lo ha reso noto Downing Street dopo il colloquio telefonico tra i due leader. Oggi il segretario del Tesoro Usa aveva chiamato il suo omologo cinese per fare il punto sulla crisi finanziaria della Ue.

Per Obama “urge ripristinare la fiducia di mercati”, attraverso l’adozione di ”una strategia a lungo termine che ”garantisca un rafforzamento della moneta unica”.

In realtà c’è anche l’altra faccia della medaglia. L’euro non ha mai avuto molti amici oltre Manica e nemmeno moltissimi oltre Atlantico.

Le cause della scarsa simpatia britannica sono plurisecolari. Quelle della perplessità americana vanno oltre i timori di una rivalità con il dollaro, e sono radicate nella stessa esperienza nazionale, che ha visto nascere prima l’unità politica e budgetaria e dopo quella monetaria. Non hanno tutti i torti.

Ma la benvenuta sollecitudine del presidente Obama per i destini dell’euro, e il suo pressing sulla Germania di Angela Merkel, non possono far dimenticare che la questione Europa è entrata ormai nel tritacarne elettorale. Come alibi dell’accusa, per lo sfidante Mitt Romney a cui avviso Obama vuole rendere l’America più simile a un’Europa che non funziona, tantomeno nella moneta. E come alibi per la difesa per un presidente che attribuisce esagerando all’Europa un rallentamento economico americano che cade per le sue prospettive di rielezione nel momento peggiore.

L’impotenza europea, per quanto preoccupante anche alla Casa Bianca, aiuta al momento ad occultare i problemi americani. E a mettere in secondo piano la paralisi di Washington a fronte dei propri conti pubblici in caduta libera. Si tratta infatti di un duplice alibi, e la stessa Europa che frena la crescita Usa fa anche dei titoli del Tesoro americano un bene rifugio, apprezzabile visto il volume del debito.

Insomma, il decesso del paziente terrorizza, ma la sua guarigione rapida – se fosse possibile – sarebbe un serio problema…

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