Si avvicina la scadenza della prima rata da pagare. Codacons ricorre al Tar per annullare l’imposta. Confindustria: “crisi e incertezza portano paralisi”

italiani oppressi dall'Imu

Ormai il primo atto della stangata è questione di ore. Imu, ci siamo quasi. Si avvicina la scadenza della prima rata sull’Imposta Municipale Unica, fissata per il 18 giugno. Nel frattempo, continuano le polemiche e le iniziative contro la tassa che più sta creando grattacapi agli italiani.

Oggi sull’Imu è intervenuto il patron di Confindustria, Giorgio Squinzi, mettendo l’imposta sul banco degli imputati: “L’incertezza sul vero ammontare dell’Imu sta veramente terrorizzando le famiglie e frenando gli investimenti e i consumi”.

Intanto, il Codacons ha notificato oggi un ricorso al Tar del Lazio in cui si chiede di bloccare i provvedimenti che hanno introdotto l’imposta in questione, partendo dalle delibere comunali di tre città: Roma, Catanzaro e Napoli. L’associazione dei consumatori, parallelamente, lancia oggi un servizio telefonico per aiutare i cittadini alle prese con l’Imu.

E mentre Daniela Santanché (Pdl) consiglia di “non pagare la prima rata dell’Imu il 18 giugno”, il suo collega di partito Osvaldo Napoli replica: “Se ogni contribuente seguisse il suo ragionamento, proviamo a chiederci che cosa ci aspetta da pagare fra un anno o due. A un politico, come ben sa la Santanchè, non si addice la logica del ‘muoia Sansone con tutti i filistei’”.

IL RICORSO DEL CODACONS – Nel ricorso del Codacons si contesta innanzitutto come l’Imu, che è una “tassa di scopo”, sia stata decisa contro la legge e senza la previa individuazione delle precise opere pubbliche che l’imposta dovrebbe andare a finanziare, in palese violazione della normativa vigente. Il Codacons contesta poi il fatto che l’Imu vada a colpire, senza alcuna distinzione, ogni possessore di immobile, senza tenere conto della reale “capacità contributiva”, spesso decisamente bassa come nel caso di soggetti titolari di pensione e/o precari.

Violato anche l’art. 47 della Costituzione Italiana, dal momento che l’imposta non solo costituisce un deterrente per l’accesso al risparmio popolare ma lo impedisce del tutto per coloro che sono proprietari di beni immobili.

“I provvedimenti impugnati – scrive il Codacons nel ricorso- devono ritenersi del tutto illegittimi in quanto lesivi dei primari principi costituzionali di imparzialità e di buon andamento dell’attività e dell’organizzazione amministrativa, laddove impedisce di fatto “l’accesso del risparmio popolare alla proprietà dell’abitazione“.

“Sia a livello statale che locale i provvedimenti ledono gravemente i diritti primari dell’individuo, che nella maggior parte dei casi si vedranno costretti a vendere i propri beni, magari alle Banche, che nonostante siano proprietarie di immobili prestigiosi sono esenti dal pagamento dell’Imu! Per quanto esposto appare evidente come l’Imu debba considerarsi un illegittimo prelievo coattivo, per la ragione che non considera la ‘capacita’ contributiva’ del cittadino”.

IMU, ‘TELEFONO AMICO’ – Il Codacons inoltre lancia oggi in tutta Italia un innovativo servizio telefonico per aiutare i cittadini alle prese con l’Imu. Chi deve calcolare l’importo dell’Imposta Municipale Unica da versare allo Stato, potrà farlo velocemente con una semplice telefonata al numero 892.007 (info e costi su www.892007.it ), dove un apposito team di esperti comunicherà alla cornetta l’esatto importo da pagare. In alternativa i cittadini possono ottenere gratuitamente il calcolo dell’Imu recandosi presso le sedi dei Caf Codacons aperte sul territorio.

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