Gli americani hanno messo a punto X-37B, un drone a forma di shuttle: l’ipersonica navicella telecomandata è pronta a sostituire le convenzionali armi nucleari

il drone X-37B

A vederlo sembra uno shuttle normale, dalle dimensioni decisamente piccole. Si chiama X-37B, anche nota come Orbital Test Vehicle, ed è una navicella spaziale americana. A cosa serve?

E’ rimasta a girare nello spazio per oltre un anno e la risposta eloquente ad ogni domanda la dà Tom Donnelly, esperto di armamenti della American Enterprise Institute: “E’ un bombardiere spaziale che consentirà di abbandonare le armi nucleari. E’ in grado infatti di lanciare attacchi a velocità ipersoniche in qualsiasi punto della Terra”.

Parole che spiegano il ruolo e la missione misteriosa dell’ X-37B, almeno in parte. Questa vicenda è infatti coperta dal segreto militare. Cominciata nel 1999, quando la Nasa aveva avviato il programma per costruire una piccola navicella senza pilota, destinata a condurre esperimenti e portare in orbita nuove tecnologie da provare. Il costo iniziale era poco meno di duecento milioni di dollari. Nel 2004 però l’iniziativa era passata nelle mani della Defense Advanced Research Projects Agency, quella che fa la ricerca scientifica per il Pentagono e tra le altre cose ha costruito internet. Da quel momento in poi il segreto ha avvolto la X-37B, che è sparita dai radar della normale comunicazione giornalistica.

Si sa per certo che la navicella ha compiuto una prima missione nel 2010, decollando ad aprile e atterrando 224 giorni dopo sulla pista della base di Vandenberg. La seconda missione era cominciata nel marzo del 2011, e doveva completarsi a dicembre scorso, ma l’Air Force ha deciso di prolungarla fino a giugno senza dare troppe spiegazioni: “Mantenerla in orbita – ha detto il tenente colonnello Tom McIntyre, direttore del programma – ci offre addizionali opportunità di sperimentazione e ci consente di estrarre il massimo dalla missione”.

La X-37B ha un’apertura alare di 4,5 metri, e pesa 4.990 chili. Sembra uno Shuttle in miniatura, e in origne era stata pensata per entrare proprio nella pancia dello Shuttle. Una volta sospeso questo programma, è diventata una navicella autonoma, che decolla da Cape Canaveral a bordo di un razzo Atlas. Cosa vada a fare nello spazio nessuno però lo ha spiegato con precisione. Troppo piccola per essere un prototipo destinato alle esplorazioni spaziali. Vola senza uomini a bordo ad un’altezza di 300 chilometri.

Chi ha seguito il suo percorso, ha rivelato che la navicella passa su Corea del Nord, Iraq, Iran, Pakistan e Afghanistan, e quindi potrebbe avere il compito di osservare questi paesi. I satelliti spia, però, preferiscono in genere la rotta polare, perché consente una visione più completa della Terra, mentre X-37B viagga sull’equatore. Così resterebbe in piedi solo la versone del Pentagono, secondo cui la navicella serve a provare nuove tecnologie, da utilizzare poi su altri mezzi. Che si tratti di una nuova frontiera della guerra? Stando alle parole di Tom Donnelly sembrerebbe proprio di sì.

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