Deutsch bund, Svizzera, Olanda, casa a Londra: la crisi spinge le persone a spostare i propri capitali all’estero

Kensington, noto borgo di Londra

In un anno sono usciti dall’Italia 274 miliardi di euro. La maggioranza è finita nelle banche tedesche: non importa che i rendimenti siano a tasso zero, quello è il porto considerato più sicuro.

In fila per movimentare risparmi in Germania, ma anche Lussemburgo e Olanda, siamo accompagnati da spagnoli, 65 miliardi, e greci, con qualche decina di miliardi.

Un travaso alla rovescia all’interno dell’Europa: la prospettiva che l’euro salti non è un’eventualità remota, la paura di ritrovarsi patrimoni svalutati spinge a rifugiarsi verso paesi la cui moneta comunque resterebbe salda.

Marco, fiorino, franco svizzero, senza disdegnare la sterlina. Londra, in particolare, approfitta della libertà di movimento dei capitali nell’Unione Europea e il fatto che ha mantenuto la sua divisa nazionale. Un appartamento a Londra rappresenta un investimento gradito e sempre più ricercato dai facoltosi terrorizzati dal futuro dell’Italia.

Insieme ai ricchi cinesi, russi, arabi a frotte staccano i cartelli vendesi a Kensington e Chelsea: i prezzi degli appartamenti hanno raggiunto e superato le altezze record pre-crisi globale, i vertici del “bull-cycle”del 2007 quando ancora l’economia tirava al massimo. Il fatto è che questo euro debole ha già svalutato in parte i patrimoni.

E’ questa la vera paura, non si tratta più di diversa allocazione degli investimenti per sfruttare magari migliori regimi fiscali. Il tasso di interesse non conta più come primo criterio di scelta. I 380 miliardi europei finiti in Germania negli ultimi dodici mesi, il 70% della dotazione dei buyer europei, sono sul tavolo dei banchieri centrali nazionali. La Banca centrale spagnola ha fatto outing il primo giugno: nei primi tre mesi del 2012 c’è stato un deflusso di capitali dalla Spagna di 97 miliardi di euro. Nel mese di aprile sono stati prelevati dai conti correnti 31,4 miliardi di euro.

Con il paradosso implicito che il flusso di capitali in direzione Berlino fa abbassare ulteriormente i rendimenti del bund e aumenta lo spread con i bonos spagnoli, i bot italiani ecc… Comunque la tendenza è questa. Basta ascoltare il titolare di un real estate di lusso a Londra. Rupert des Forges, intervistato dal New York Times, non ha mai lavorato così tanto da 23 anni a questa parte. L’investitore tipo, in questo momento, quello che ha appena acquistato una casa da 3 milioni di sterline e passa (5 mln di dollari) a South Kensington è qualcuno che vuole spostare soldi fuori dalla zona euro: un italiano. “L’interesse dei compratori è strettamente connesso alle politiche europee” spiega il sagace mmobiliarista. I ricchi investitori accorrono anche da Francia e dalla Germania stessa.

La paura fa viaggiare i capitali dunque. Ma non manca qualche rischio. Un conto è il bund tedesco, un conto sono le banche di paesi floride troppo esposte con i paesi periferici dei debiti sovrani in difficoltà. “prima di bonificare verso un istituto estero, sarebbe opportuno fare valutazioni sugli impieghi” suggerisce il quotidiano economico Italia Oggi. Che consiglia di scegliere sì titoli governativi sicuri, tipo tedeschi o svizzeri, ma opzionando scadenze superiori ai 4 anni per uscire da rendimenti sottozero.

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