Allarme del Commissario europeo Hahn: “preoccupa che non sia stato capito bene il rischio se non verranno spesi entro il 2013 i 600 milioni Ue più un miliardo che riguarda l’ambito del cofinanziamento nazionale”

Johannes Hahn

Le Regioni del sud Italia hanno imparato a spendere i fondi europei. Tutte tranne la Sicilia, che rischia di perdere qualcosa come 1,6 miliardi di euro. Il primato sconfortante dell’Isola, già conquistato mesi addietro, quando una visita del Commissario europeo per le politiche regionali Johannes Hahn aveva certificato l’incapacità dei nostri dipartimenti di utilizzare al meglio i fondi messi a disposizione dall’unione europeo, è stato confermato dallo stesso Hahn proprio oggi a Cagliari, durante una conferenza stampa con il ministro per la Coesione territoriale Fabrizio Barca e il presidente della Regione Sarda Ugo Cappellacci, a Villa Devoto, sede della presidenza della Giunta regionale sarda.

“Le Regioni del Mezzogiorno – ha detto Hahn – hanno preso atto delle raccomandazioni della Commissione sulla riprogrammazione e la spesa dei fondi Ue. Bene la Campania e la Sardegna e anche altre realtà del Mezzogiorno, ma desta una certa preoccupazione che la Regione Sicilia non abbia capito bene il rischio che corre se non spende entro il 2013 i 600 milioni Ue più un miliardo di cofinanziamento nazionale. Le regole dicono che se non si spendono, le risorse sono perse”.

Stando agli ultimi dati diffusi dalla Regione siciliana, comunque la spesa dei Fondi Ue non è affatto rapida. Ad esempio, dei 6,5 miliardi circa del Fser, la spesa certificata ammonta a poco meno di 800 milioni. Con alcuni assessorati, come quello del Bilancio e della Famiglia, ad esempio, ancora incapaci di spendere, a un anno dalla chiusura del Por 2007-2013, un solo euro a fronte di uno stanziamento complessivo di 200 milioni di euro.

Poco meglio ha combinato l’assessorato all’Urbanistiica, che ha speso la cifra irrisoria di 50 mila euro a fronte dei 5,7 milioni messi a disposizione dal Fesr. E negli altri rami dell’amministrazione la situazione non è così rosea. Se alle Infrastrutture, infatti, la spesa certificata è di 370 milioni su una dotazione di 1,9 miliardi di euro, è davvero molto bassa quella delle Attività produttive: 45 milioni certificati su 1,2 miliardi di euro. Solo 3,6 milioni ha speso il dipartimento Ambiente (sui 535 milioni previsti), 55 milioni ha speso l’Energia sui 660 a disposizione.

Ecco la situazione degli altri, aggiornata ai primi mesi del 2012. Dipartimento Acque e rifiuti (132 milioni su 562), Turismo (29 milioni su 440), Beni culturali (40 milioni su quasi 400), Programmazione strategica sanità (12 milioni su 200), Finanze (50 milioni sui 160 a disposizione), Protezione civile (oltre 22,5 milioni su 142), Programmazione (4,7 milioni sui 130 in dotazione).

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