Il ministro Severino: “celle delle carceri aperte 24 ore su 24”. Ancora scosse, il sisma ha danneggiato 219 scuole e sono oltre 50mila gli studenti coinvolti

quel che resta della Torre dell'orologio di Novi

Ancora scosse e paura in Emilia a due settimane dalla prima scossa che ha provocato, tra Ferrara, Bologna e Modena la morte di 7 persone oltre a crolli di edifici storici, chiese e abitazioni; dopo centinaia di altre scosse di assestamento registrate nella Bassa modenese; ad una settimana dalle tre forti scosse che hanno causato danni incalcolabili a fabbriche e abitazioni e la morte di 17 persone tra operai e cittadini; domenica sera intorno alle 21,20 un’altra scossa di magnitudo 5.1 con epicentro a Novi di Modena ha portato nelle zone terremotate ancora panico e ansia.

Per fortuna la “botta” di domenica sera non ha fatto registrare morti o feriti (solo qualche malore da parte di alcune persone anziane): è crollata però definitivamente la torre dell’orologio di Novi, già fortemente compromessa con il terremoto del 29 maggio. La scossa è stata percepita anche a Bologna, a Milano e in Veneto.

Nelle zone colpite dal terremoto, ha proposto il ministro della Giustizia, Paola Severino, potrebbe essere impiegata “una parte di detenuti nelle carceri, quelli “non pericolosi” per lavorare alla ricostruzione delle città colpite”.

“Ho sempre pensato che il lavoro fosse il vero modo per spingere il detenuto alla socializzazione – ha spiegato Severino presso il carcere La Dozza a Bologna – in momenti come questo del terremoto che impongono invertenti tempestivi e immediati, si potrebbe vedere anche una parte della popolazione carceraria tra i protagonisti di una esemplare ripresa”. Secondo l’idea del ministro potrebbero entrare a far parte di questo progetto le persone “già in regime di semilibertà o quelli non pericolosi”. Severino ha precisato che, per evitare di aggiungere “angoscia su angoscia” ai detenuti, già da giorni “tutte le porte delle celle rimangono aperte giorno e notte”.

Sono almeno 219 in Emilia-Romagna le scuole statali lesionate dal sisma che ha colpito e sta ancora colpendo la regione: di queste, 121 sono state danneggiate totalmente mentre 94 sono parzialmente inagibili. A queste si devono aggiungere 50 scuole paritarie dell’infanzia in cui si sono già accertati danni e altre 52 in cui le verifiche sono ancora in corso. Complessivamente sono circa 50mila gli studenti coinvolti. A fare il bilancio è la regione che spiega che sono state danneggiate anche alcune sedi universitarie, soprattutto a Ferrara, dove sono stati evacuati 4 studentati. Inagibili anche 5 centri di formazione professionale.

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