Ridurre a 4 le municipalità e recuperare risorse: “Intesa per Catania” propone la soluzione per non aumentare l’Imu e garantire i servizi essenziali a tutti i cittadini

il gruppo "Intesa per Catania"

Considerato il silenzio dell’Amministrazione Comunale di Catania e la difficoltà dei partiti tradizionali ad affrontare l’argomento riordino delle Municipalità il movimento civico “Intesa per Catania”, tramite i propri consiglieri comunali Bartolomeo Curia, Puccio La Rosa, Francesco Montemagno e Marcello Bottino, ha depositato ufficialmente una proposta di delibera d’iniziativa consiliare tesa a ridurre da 10 a 4 le circoscrizioni cittadine e a garantire risparmi per le casse comunali ed efficacia dell’azione amministrativa per i cittadini.

Rivedere il sistema del decentramento cittadino rappresenta, infatti, una scelta non rinviabile, tenuto conto dell’espresso obbligo normativo imposto dalla Regione Siciliana attraverso la legge n. 22 del 2008, quanto per l’esigenza di recuperare risorse da destinare a settori vitali per la città ed i cittadini. Ecco perché – spiegano i consiglieri comunali d’Intesa per Catania – in assenza di proposte serie e concrete da parte della giunta Stancanelli, abbiamo ritenuto di presentare una proposta di delibera, per la quale chiediamo una corsia preferenziale, per trovare una soluzione in Consiglio Comunale. Noi riteniamo importante garantire il decentramento amministrativo, che però deve essere vero e praticabile, – proseguono Curia, La Rosa, Montemagno e Bottino – evitando al contempo gli sprechi e la volontà di relegare ad esclusivi centri di costo le municipalità così come, fino ad oggi, fatto dall’amministrazione Stancanelli.

Un’esigenza oggi rafforzata, inoltre, da tre fattori quali l’assenza di risorse sufficienti per garantire spesso settori vitali per la città, l’espressa volontà manifestata dal legislatore regionale e il fatto che dalla prossima tornata elettorale i presidenti di Municipalità saranno eletti direttamente dai cittadini, come già accade per il sindaco, e quindi è ancora più importante e giusto mettere le municipalità in condizione di lavorare nell’interesse della comunità.

La nostra delibera, in questo senso – precisano i promotori d’Intesa per Catania – intende ridurre le municipalità da 10 a 4 attraverso il seguente accorpamento di quelle attualmente esistenti: Municipalità 1: I Municipalità, II Municipalità, X Municipalità; Municipalità 2: III Municipalità, IV Municipalità, VI Municipalità; Municipalità 3: V Municipalità (per rispetto al ruolo di comune autonomo avuto in passato dall’attuale rione di S. G. Galero e per le peculiarità di quel territorio); Municipalità 4: VII Municipalità, VIII Municipalità, IX Municipalità. Contestualmente proponiamo di conferire alle 4 Municipalità le funzioni e le competenze indicate dalla legge della Regione Siciliana n. 22 del 2008, di dare mandato agli uffici finanziari di individuare nel bilancio dell’ente capitoli di spesa e risorse necessarie per il loro funzionamento e di indicare quale criterio generale per l’organizzazione degli uffici, l’esigenza di conferire adeguate risorse umane e strumentali alle quattro Municipalità in cui è articolato il territorio cittadino.

L’applicazione della delibera presentata – aggiungono i proponenti – determinerà la riduzione dei Consiglieri Circoscrizionali dagli attuali 159 a 66 con un risparmio annuo di circa 1.524.000 Euro, la riduzione dei Presidenti di Municipalità dagli attuali 10 a 4 con un risparmio annuo d’Euro 198.720 e ulteriori risparmi per circa 1.200.000 Euro derivanti dalla dismissione d’immobili oggi in affitto, degli straordinari e degli oneri di personale comunale assegnato per l’assistenza agli organi istituzionali, delle spese di carta, notifiche, telefono, materiale vario di consumo, ecc per il funzionamento delle attuali 10 Municipalità.

Da una prima valutazione – concludono Bartolomeo Curia, Puccio La Rosa, Francesco Montemagno e Marcello Bottino – l’applicazione della delibera promossa porterà al recupero annuo di circa Euro 1.722.720 nelle casse comunali che potranno essere impiegati per attività d’interesse pubblico quali i servizi sociali, lo sport, la cultura o servizi al cittadino di natura diversa.

© Riproduzione Riservata

Commenti