Si fingono volontari della Protezione Civile, rubano qualunque cosa nelle case abbandonate dagli sfollati

la vergogna degli sciacalli

Personaggi senza scrupoli, truffatori, topi d’appartamento che fiutano la possibilità di lavorare “tranquilli”, taccheggiatori e affaristi: in una parola sciacalli.

Il terremoto in Emilia Romagna non ha scatenato soltanto la classica gara di solidarietà, ma anche un gran numero di persone che fiutano il momento di caos ingenerato dal sisma per ottenere un vantaggio economico illecito.

Si stanno moltiplicando le segnalazioni di finti volontari della Protezione Civile (è stato denunciato un furto di divise proprio nei giorni scorsi) che con il megafono annunciano in paesini sufficientemente vicini all’epicentro da aver subito danni leggeri l’arrivo di una “scossa forte” invitando gli abitanti ad abbandonare le case.

Lo scopo, chiarissimo, è quello di vedere centinaia di villette e appartamenti vuoti ed abbandonati in tutta fretta per poter entrare e sottrarre soldi e i beni preziosi. Minimo rischio, massimo risultato. Le autorità hanno lanciato ripetuti allarmi per mettere a conoscenza la popolazione del fatto che nessuno potrà mai avvisare di scosse in anticipo ed invitare a segnalare questi casi a Polizia e Carabinieri.

Per contrastare questi fenomeni è stata avviata una vera e propria task force. 395 uomini delle Forze dell’Ordine e 60 militari dell’Esercito, questo soltanto nella provincia di Modena secondo quanto disposto dal Prefetto di Modena, Benedetto Basile, per presidiare i comuni del cratere e le loro centinaia di abitazioni evacuate a causa dei danni.

Non a caso molti sciacalli sono entrati in azione in provincia di Mantova ed in zone limitrofe, contando su una minore sorveglianza. Alcuni sono particolarmente temerari ed entrano nei supermercati con la solita tecnica dell’annuncio fasullo di una scossa in arrivo per poter sottrarre l’incasso una volta evacuata la struttura. Anche i produttori di formaggi della zona sono finiti nel mirino di affaristi senza scrupoli. La Coldiretti segnala casi di presunti intermediari della grande distribuzione che cercano di acquistare quantitativi ingenti di Parmigiano Reggiano e Grana Padano al prezzo di 2 euro al kg mentre quello di mercato sfiora gli 8. In pochi ci sono cascati mentre si moltiplicano le catene solidali d’acquisto da parte di cittadini per cercare di aiutare i produttori più danneggiati.

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