Ricevimento al Quirinale: duemila invitati, vallette e catering extra-lusso per i politici, vip e giornalisti

gli invitati alla festa al Quirinale

Al Quirinale sabato sera è andata in scena la più “sobria”, e soltanto leggermente ostentata, delle feste della Repubblica. L’ha voluta fare a tutti i costi, Giorgio Napolitano, che evidentemente non è riuscito ad avvisare per tempo tutti i duemila invitati sugli abiti da scena da indossare per l’anti-evento.

Così le signore hanno varcato lo stesso l’ingresso laterale di via XX settembre pensando di andare alla prima della Scala.

Saranno state una cinquantina almeno, di tutte le età, le lady che hanno sgarrato al protocollo imposto dal Colle per la grande sceneggiata. Con tanti saluti e alla faccia dell’Emilia Romagna, dove c’è una terra devastata dal terremoto e gli italiani si suicidano per la crisi.  

Il costo del grande evento non è naturalmente cambiato di un centesimo rispetto al budget di una settimana prima: i contratti sono contratti e vanno rispettati, altrimenti si pagano penali praticamente uguali al preventivo. E così è accaduto con il catering Nicolai, ormai legato al nome di Napolitano come quello del Relais le Jardin era legato a quello di Gianni Letta. “Aperitivo rinforzato”, era il nuovo ordine allo stesso prezzo di prima. E aperitivo rinforzato è stato: tartine, e parmigiano reggiano al centro delle tavolate giusto per metterci qualcosina che ricordasse il terremoto in Emilia. Vino intitolato a Placido Rizzotto e comprato dalla associazione Libera di don Luigi Ciotti, per ostentare un po’ di sobrietà in più.

Musi lunghi fra gli ospiti. E soprattutto il gran desiderio di non essere pizzicati dai fotografi e finire sui giornali.

La più ligia al nuovo ordine è stata Lorenza Lei, direttore generale della Rai che sperava nel ricevimento per giocarsi le sue ultime carte per la riconferma. Ha preso un po’ troppo alla lettera l’ordine di Napolitano, e si è vestita come dovesse andare a un funerale di Stato: tutta nera, in tailleur con gonna rigorosamente sotto il ginocchio. Deve essere stato un diktat Rai, perché Bianca Berlinguer si è subito adattata aggiungendo a un completo nero pure gli occhiali scuri con cui è uscita, anche se ormai il sole era già tramontato. Di scuro e meno sobrio in casa Rai c’erano rigorosamente le auto blu.

Pochi i ministri, protetti tutti da Napolitano che li ha fatti entrare per la prima volta in auto da un’entrata segreta al riparo dei flash dei fotografi. Molti si vergognavano di stare lì, e appena hanno potuto baciare l’anello del presidente, si sono dati alla fuga. C’era Mario Monti accompagnato dal fedele assistente. C’erano Corrado Clini, Piero Giarda, Paola Severino anche lei in giacca di velluto nera, Annamaria Cancellieri, c’erano anche Fabrizio Barca (arrivato tardissimo e a piedi) e Francesco Profumo.

Alla gran festa della “sobrietà” c’è stato posto perfino per i reietti, che sono improvvisamente riapparsi a corte. Napolitano deve avere perdonato i due membri del governo che si sono dimessi per problemi giudiziari. Perché c’erano entrambi i due sottosegretari della disavventura: Carlo Malinconico e Andrea Zoppini (accompagnato dal figlio).

Hanno omaggiato il presidente anche i membri del precedente governo: Gianni Letta in toccata e fuga, Angelino Alfano e Giorgia Meloni fra gli altri. Brindisi vicino a Napolitano anche per Gianfranco Fini e Renato Schifani, che non potevano mancare alla festa. Insomma il Capo dello Stato ha dato luogo ad una perfetta festa della “sobria” vergogna.

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