Il presidente americano si congratula col suo sfidante repubblicano e traccia la strada del confronto politico

Barack Obama

Dopo una battaglia durata alcuni mesi (e virtualmente già conclusa da alcune settimane) Mitt Romney ha intascato anche i delegati del Texas e conquista ufficialmente la nomination repubblicana per la Casa Bianca.

Gli sarà conferita ufficialmente, nella convention di Tampa (Florida), in programma dal 27 al 30 agosto. All’inizio dell’anno, con il caucus dell’Iowa, sembrava una corsa a ostacoli: da ogni angolo spuntavano trappole e imprevisti, e Romney faticava a staccare i suoi avversari, anche se si sapeva fin dall’inizio che alla fine il candidato sarebbe stato lui. E così infatti è stato.

I durissimi attacchi tra i candidati nel corso delle primarie hanno evidenziato che il vecchio partito dell’elefantino è diviso come non mai. Anche se negli States è così: le primarie servono a selezionare i candidati, quindi è normale, anzi è quasi doveroso che i politici si scontrino in modo duro con gli avversari, finendo poi con il lavorare insieme (come è avvenuto con Obama e Hillary Clinton, prima acerrimi nemici, poi fianco a fianco alla Casa Bianca).

Il presidente Obama ha chiamato al telefono Mitt Romney, si è congratulato per la vittoria e lo ha esortato a un dibattito sano e responsabile in vista delle elezioni del prossimo 6 novembre. “Il presidente – ha spiegato il portavoce del team della campagna dei democratici Ben LaBolt – ha chiamato questa mattina Romney per congratularsi per l’essersi assicurato l’investitura da parte del partito repubblicano. Il presidente ha quindi espresso l’auspicio per un dibattito importante, sano e responsabile sull’avvenire degli Stati Uniti e ha fatto gli auguri a Romney e alla sua famiglia in vista della campagna elettorale”.

Archiviati i convenevoli la battaglia finale può iniziare. Ormai i due sfidanti, metaforicamente saliti sul ring, si guardano negli occhi. Tra poco verrà suonato il “gong” e l’incontro di boxe potrà avere inizio. Per vincere bisogna mettere ko l’avversario. Ma si può vincere anche ai punti… Alla fine è il risultato che conta.

Intanto Obama ha incontrato alla Casa Bianca il suo predecessore George Bush…

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