La Regione ferma la “Erg Rivara Storage”: niente più autorizzazione. Intanto le scosse non si fermano

la Regione ferma Erg Rivara Storage

Le scosse di terremoto non accennano a fermarsi in Emilia e nella conta dei danni si inserisce anche il rischio che vengano cancellati 15mila posti di lavoro a causa del sisma.

Intanto la Regione Emilia-Romagna ha comunicato che questa mattina è stata respinta la richiesta di autorizzazione all’accertamento della fattibilità del programma “Rivara Stoccaggio” avanzato dalla Erg Rivara Storage per la realizzazione di un impianto di stoccaggio gas nella bassa modenese.

“L’ufficialità – hanno spiegato dalla Regione in una nota – è arrivata questa mattina dal ministero dello Sviluppo economico che ha comunicato a Erg Rivara Storage, alla regione Emilia-Romagna ed al ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare che l’intesa negativa della Regione Emilia-Romagna costituisce motivo ostativo all’accoglimento dell’istanza”.

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha espresso il proprio cordoglio nel messaggio in occasione della Festa della Repubblica. : “Sì, sentiamo profondamente il dolore di chi nel terremoto dei giorni scorsi, in Emilia e altrove, ha perduto i propri cari, di chi ha perduto la propria casa, sentiamo l’angoscia di chi ha visto travolte vite operaie e certezze di lavoro nel crollo dei capannoni”. E rilancia una promessa: “L’impegno dello Stato e la solidarietà nazionale non mancheranno per assistere le popolazioni che soffrono e per far partire la ricostruzione. Ce la faremo, e lo dico con fiducia innanzitutto a voi – gente emiliana – conoscendo la vostra tempra”.

Continuano intanto le scosse sul territorio. La più forte di magnitudo 4.2 con epicentro a San Possidonio è stata avvertita ieri sera poco dopo le 21, nella mattinata di oggi si sono succedute diverse repliche, la più intensa intorno al terzo grado.

Confindustria Modena ha tentato ieri una prima stima dei danni agli stabilimenti (almeno 500 in provincia) o macchinari: sono 12-13.000 i posti di lavoro a rischio nelle industrie, a questi si devono aggiungere il settore agroalimentare, i servizi, il commercio. “Il sisma – hanno fatto notare dall’associazione – ha colpito durissimo un’area che, da sola, rappresenta circa il 10% del Pil dell’Emilia-Romagna e l’1% di quello nazionale, trainato soprattutto da settori come il biomedicale e la meccanica”.

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