Si pensa ad un piano di sicurezza contro i terremoti: necessari almeno 3 lustri. Troppi edifici non a norma

l'inferno di macerie in Emilia

La previsione è agghiacciante. “Ci vorranno almeno 15 anni per mettere in sicurezza il suolo italiano”: lo afferma il ministro dell’Ambiente Corrado Clini.

“Ho iniziato a parlare di un piano nazionale per la sicurezza del territorio non appena mi sono insediato, un piano che duri quello che deve durare ma almeno 15 anni”.

La scia di terremoti in Emilia, intanto, va avanti: la sequenza sismica della pianura padana emiliana è proseguita la notte scorsa e mattina con 77 scosse localizzate dalla rete sismica nazionale, di cui tre di magnitudo superiore o uguale a 3. E in alcune zone terremotate sono arrivate segnalazioni per la presenza di sciacalli che “spacciandosi per operatori di protezione civile, invitano lasciare attività, abitazioni e uffici”. Il comune di Modena e la provincia di Reggio Emilia stanno allertando la popolazione e invitano a segnalare alle forze dell’ordine i “casi sospetti”.

“Stanno giungendo numerose segnalazioni di persone di una non meglio precisata Protezione civile che a piedi o in auto starebbero girando per la Bassa invitando ad abbandonare le case in vista di nuove scosse” hanno spiegato dalla provincia reggiana. “Non si possono prevedere le scosse di terremoto. Chi annuncia attività sismiche imminenti specula sulla paura e non può essere definito altrimenti che sciacallo” hanno aggiunto dal Comitato operativo comunale che coordina tutte le attività di assistenza, monitoraggio, prevenzione e sicurezza legati al sisma.

Dopo la comunicazione del bilancio definitivo dei morti, 17, causati dalle forti scosse di martedì, ieri il premier Mario Monti ha detto: “Nessuno lascerà solo nessuno”, e il Cdm ha deliberato una serie di provvedimenti urgenti per sostenere i cittadini e le imprese emiliane colpite dal sisma. Saranno di 2,5 miliardi i finanziamenti destinati ai territori colpiti. “Gli interventi saranno immediati, sono già in corso e sono certo che saranno efficaci”, ha detto il presidente del Consiglio parlando alla comunità di Sant’Egidio. Il Cdm ha deciso alcuni interventi immediati a sostegno delle popolazioni e a copertura dei danni: due miliardi di euro per la ricostruzione in Emilia, stop ai pagamenti fiscali fino al 30 settembre, rate dei mutui sospese fino al 31/12, aumento del prezzo della benzina fino a fine anno.

Il fondo di due miliardi e mezzo sarà gestito da Vasco Errani, nominato commissario per la ricostruzione. Intanto in serata sono arrivate altre stime degli sfollati: in quindicimila la scorsa notte non hanno dormito nella loro abitazione. Solo entro questa sera si completeranno i campi di accoglienza e i punti di ritrovo per arrivare almeno a novemila posti. Sono 7.231 i cittadini ospitati nella notte tra martedì 29 e ieri in 23 campi, 17 strutture coperte (palestre, centri civici, biblioteche) e diversi alberghi anche nell’Appennino modenese. Gli altri ottomila che mancano all’appello della Protezione civile sono coloro che hanno scelto liberamente una soluzione autonoma: una tenda, la macchina, o il soggiorno pressoaltri comuni, da amici o parenti.

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