L’associazione “Amici di Onofrio Zappalà” ha organizzato un incontro a Taormina con il dott. Gherardo Colombo, una delle figure più importanti e di spicco della Magistratura italiana degli ultimi anni.

L’incontro pubblico si è svolto giovedì sera nell’Aula Consiliare del Comune di Taormina ed ha affrontato un tema di assoluta attualità: regole e legalità uguali per tutti.

Gherardo Colombo è un magistrato che dalla sua posizione di organo inquirente ha cercato di riscontrare atti, fatti e comportamenti che potessero prevaricare i confini della legalità e delle regole, per sconfinare in meandri oscuri o sicuramente poco leciti non solo della vita sociale ma di quella assai più delicata e ovattata, quale la vita politica italiana.

L’ex pm di “Mani Pulite” ha lavorato presso la Procura della Repubblica di Milano ma è stato anche consigliere presso la Corte di Cassazione. E’ autore di numerosi saggi e partecipa ogni anno a numerosissimi incontri con i ragazzi delle scuole.

L’appuntamento taorminese è stato un importante momento di riflessione sulla legalità irrinunciabile perché concreta, basata sui fatti accaduti in Italia e sull’esperienza di vita di un magistrato che ha vissuto in prima linea le vicende che hanno segnato il confine tra la Prima e la Seconda Repubblica.

Oggi, a venti anni di distanza da quella bufera che travolse un intero sistema, cos’è cambiato? I fatti di questi tempi sembrano ancor più gravi di quelli del 1992 e, come sostengono alcuni attenti analisti, in fondo l’unica differenza è “mediatica”. Ieri i riflettori si concentrarono soltanto sulla maxi-inchiesta a Milano mentre adesso il “marcio” è ovunque, è nei faldoni di innumerevoli indagini distribuite su tutto il territorio italiano e sono tante le Procure impegnate nel tentativo di fare chiarezza su scandali di corruzione e abusi di ogni genere.

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