La terra trema ancora: nella notte altre 50 scosse. Le vittime sono ora 17. Una regione devastata dal sisma

le ricerche dei dispersi nel sisma in Emilia

E’ un incubo senza fine. A 24 ore dal terremoto l’Emilia sconvolta piange i morti e conta i danni. Colpita, colpita a tradimento, quando cercava di riconquistarsi un po’ di normalità.

La Bassa modenese, dopo nove giorni, è di nuovo ferita da una serie di scosse violentissime che hanno provocato danni a case ed aziende. Il bilancio è salito a 17 morti: l’ultimo disperso è stato trovato cadavere ametà mattina a Medolla. Morti che si aggiungono a quelli del 20 maggio, altri 7: in totale almeno 24 vittime.

Mirandola, Medolla, Cavezzo, Finale Emilia, San Felice sul Panaro i paesi più vicini all’epicentro, contano i danni e piangono i propri figli. Molti dei quali caduti mentre stavano lavorando, sotto capannoni industriali venuti giù come castelli di carte. Sono almeno una decina i lavoratori morti a causa dei crolli provocati dalla scossa di magnitudo 5.8 che alle 9 di ieri ha fatto ripiombare nell’incubo una terra già provata dal terremoto.

Toccherà alla procura di Modena accertare le cause del crollo dei capannoni. E far luce, in particolare, sulle modalità con le quali sono stati costruiti, alla luce delle normative antisismiche. L’epicentro, rispetto agli altri eventi sismici, si è spostato di qualche chilometro verso ovest. Fra le vittime anche un prete, che stava cercando di salvare una statua della Madonna nella sua Chiesa.

A questo punto non si possono escludere nuove forti scosse: la gente della Bassa modenese non è rientrata nelle proprie case. Qualcuno è andato via, trovando alloggio in altre zone: ma la stragrande maggioranza non vuole allontanarsi da casa. Qualcuno ha passato la notte in macchina, molti nei campi, già attivi da oltre una settimana e che sono stati potenziati, soprattutto nelle zone più colpite dagli ultimi terremoti. I danni si contano, soprattutto, sul patrimonio storico e su quello produttivo. Sono inagibili chiese, palazzi storici, municipi, teatri. Moltissimi i capannoni industriali danneggiati.

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