Le nuove progettazioni contro i terremoti, i maggiori esperti a Taormina per la 2a conferenza mondiale. Maugeri: “ora bisogna cambiare stile, è già iniziata la rivoluzione. Va calcolata la prestazione di un edificio”

un esempio di progettazione anti-sismica

La progettazione geotecnica sismica in ambito mondiale è il tema affrontato per tre giorni in Sicilia, a Taormina, nel corso della seconda edizione della conferenza internazionale sugli sviluppi prestazionali in zona interessate da terremoti (Second Interational Conference on Performance-Based Design in Earthquake Geotechnical Engineering).

Un tema di grande attualità, in considerazione del terremoto in atto in queste ore in Emilia Romagna, al centro del forum organizzato dai Comitati Tecnici Europei TC203, ERTC-12 e l’Associazione Geotecnica Italiana, presieduto dal prof. ing. Michele Maugeri, ordinario di Geotecnica presso la facoltà di Ingegneria dell’Università di Catania.

Hanno preso parte ai lavori oltre 200 convegnisti, da 32 Paesi del mondo, i migliori esperti (tra loro il prof. Kenji Ishihara, dell’Università di Tokyo), che hanno illustrato le più recenti ed innovative metodologie e “case histories” sulla progettazione geotecnica sismica. Nel corso del convegno sono state dedicate tre sessioni speciali ai terremoti in Abruzzo (2009), Giappone (2011) e Nuova Zelanda (2011).

“Si pensava in passato – spiega il prof. Maugeri in un’intervista rilasciata a Blogtaormina – che l’ingegneria sismica fosse solo un aspetto puramente strutturale. Per capire cosa accade in alcuni fatti, come quelli di adesso, dobbiamo altresì soffermarci proprio sulla geotecnica sismica che ci consente di valutare l’amplificazione sismica del terreno e le reali caratteristiche del terremoto che attacca l’edificio. Pertanto, senza conoscere quale tipologia di sisma colpisce una struttura, essa non potrà essere razionalmente progettata per affrontare un fenomeno che nemmeno si conosce”.

“A Taormina – continua Maugeri – abbiamo analizzato quanto avvenuto nel mondo e gli sviluppi compiuti dall’ingegneria geotecnica sismica negli ultimi cinque anni per capire come progettare le strutture. Bisogna calcolare la prestazione di un edificio, a quale azione sismica deve resistere, quali spostamenti può avere, se potrà danneggiarsi ma senza crollare nè causare dei morti. La rivoluzione per i progettisti è già iniziata: si deve cambiare stile. C’è una normativa del 2008, entrata in vigore dopo L’Aquila. Per prevenire i crolli, parziali o totali con perdite di vite umane, bisogna affrettarsi ad attuare nuove progettazioni”.

Il convegno è stato, dunque, un momento propizio per fare il punto sui temi del rischio e della prevenzione al cospetto di eventi come quello che in Emilia ha causato migliaia di sfollati e diversi morti ed è stato soprattutto in grado di sollevare di 15 cm la terra con 800 scosse in 24 ore.

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