Garullo e Ottocento espongono una controversa opera d’arte a Roma: ritrae l’ex premier in versione “aldilà”

l'opera "Il sogno degli italiani"

Un palazzo fastoso, con i pavimenti che scricchiolano sotto i tappeti e un arredamento barocco, come piacerebbe a lui. Entrando nella sala rossa di Palazzo Ferrajoli, a Roma, dove l’hanno sistemato (questo sì malgré lui) un leggero shock è garantito: al centro della stanza, illuminata dalle luce di due enormi finestre si aprono sul suo Palazzo Chigi, e sulla colonna traianea («anche lei simbolicamente fallica»), c’è una teca con il corpo di Berlusconi.

È il «Il sogno degli italiani», opera dei due artisti e compagni Antonio Garullo e Mario Ottocento. Gomma, resina siliconica, capelli veri: questi i materiali di cui è fatta la salma. Che in realtà tale non è perché Berlusconi dorme, con tanto di ninna nanna e sorriso beato («il sorriso è la sua essenza»).

La sua mano destra distesa sul fianco indica il lato pubblico, «la storia», e poggia sul libro Una storia italiana inviato nelle case di tutti i cittadini nel 2001. L’altra mano, quella sinistra, che simboleggia il privato e la sessualità, indugia invece sui boxer a righine celesti che si intravedono dalla patta aperta.

Vestito blu, cravatta della sartoria Desirée di Napoli – «perché a Napoli tutto è cominciato, con Noemi Letizia e la lettera di Veronica Lario»-, spalletta da cavaliere appuntata sul risvolto sinistro della giacca: Berlusconi sarebbe impeccabile se non avesse ai piedi enormi pantofole rosse di Mickey Mouse, che nell’intenzione degli autori ne rappresentano il carattere.

Più che il trionfo del privato, il fatto che «Berlusconi è stata una incredibile icona pop, mediatica. Come tale abbiamo voluto rappresentarla. Senza alcun giudizio politico o morale»: così spiegano i due artisti. «Abbiamo deciso di esporre quest’opera oggi, anche se è nata nel 2010, perché volevamo prendere una distanza dagli eventi, storicizzarla, allontanarci dalla cronaca. La teca è anche il contenitore di un’epoca».

I due autori hanno usato una fitta e accurata bibliografia (in particolare, Il corpo del capo, di Marco Belpoliti e La sacra officina. La simbolica religiosa di Silvio Berlusconi di Giuliana Parlotto). Ogni dettaglio ha un significato: dalla testa inclinata a sinistra, «a simbolizzare l’ossessione verso i “compagni” comunisti», all’abito che è stato volutamente acquistato in un outlet (ad indicare il passaggio dalle stanze del potere ai rotocalchi rosa).

«Il sogno degli italiani» ha già fatto il giro dei siti del mondo, ma i due autori sperano di portarlo in viaggio per l’Europa.

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