“Assolti a formula perchè il fatto non sussiste”: si è concluso così il processo di primo grado nei confronti degli imputati per i presunti abusi su 21 bambini della scuola dell’infanzia “Olga Rovere”di Rignano Flaminio tra il 2005 e il 2006. Secondo il tribunale di Tivoli le tre maestre, la bidella e l’operatore Tv (marito di una delle due insegnanti) non avrebbero compiuto nessuna delle accuse di ”violenza sessuale di gruppo, maltrattamenti, corruzione di minore, sequestro di persona, atti osceni, sottrazione di persona, turpiloquio e atti contrari alla pubblica decenza”.

Dopo 6 anni di calvario, ci sono volute otto ore di consiglio, a porte chiuse, per rifiutare la richiesta di condanna a 12 anni di pena (a vario titolo per i diversi imputati) presentata dalla Procura; l’avvocato Pietro Nicotera, difensore di parte civile, ha dichiarato: “”Siamo molto amareggiati perché significa che i giudici non hanno dato credito alla vicenda”. Mentre le colleghe delle insegnanti coinvolte gridano con orgoglio fuori dal tribunale “La nostra scuola è pulita”, mostrando serenamente i loro volti e difendendo le maestre, i familiari si dichiarano stanchi ma felici delle conclusione di questo periodo angosciante che “non augurano nemmeno al loro peggiore nemico”. E urlano con convinzione “Non sono i mostri che hanno distrutto i sogni di questi bambini”.

“Questa sentenza era annunciata dal buon senso”. – Afferma l’avvocato Giosuè Bruno Naso, difensore di una delle docenti. – “Lo dissi dopo aver letto le carte, prima ancora che intervenisse il tribunale del riesame con la scarcerazione per tutti. Ricordo che dissi che se quelli erano gli elementi raccolti dall’accusa la conclusione non poteva non essere favorevole alle ragioni degli imputati. Oggi diciamo la stessa cosa dopo un lungo dibattimento nel quale non si è lasciato nulla di intentato”. I genitori, da parte loro, hanno inveito contro i giudici e i giornalisti che si trovavano fuori dai tribunali per opporsi a questa sentenza, convinti della colpevolezza degli imputati. Non si arrendono e hanno già annunciato che la loro battaglia contro questa “ingiustizia” proseguirà in appello.

E mentre i cinque assolti esultano per la l’esito favorevole della sentenza e i genitori continuano a esprimere il loro dissenso, nessuno sembra chiedersi una cosa: e i bambini? “Mi dispiace della reazione dei genitori che invece di essere contenti nell’apprendere che il fatto non sussiste, sembra quasi che volessero la certezza degli abusi”.- Dichiara sconcertato Franco Coppi, uno dei legali degli imputati. – “Ringrazio Dio che il tribunale abbia potuto ricostruire con certezza gli eventi escludendo che ci siano stati degli abusi. Ci dispiace che ci siano voluti sei anni per questo risultato”. Il fatto che le accuse siano cadute giova fortunatamente a favore di questi piccoli innocenti che forse, coinvolti soltanto da una suggestione collettiva, non hanno incontrato nessuna strega cattiva o “maestra nera” e non hanno visto violata quella parte di infanzia di cui tutti i bambini hanno diritto di vivere. Ma nessuno sembra dare importanza a questo.

Forse bisognerebbe gioire per questa sentenza, rallegrasi che non sia accaduto nulla e non rendere questa sentenza soltanto un gioco e una gara tra adulti.

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