Arrestato anche Milanetto. Accuse a Sculli e Kaladze; 14 ordinanze di custodia cautelare, 3 ai domiciliari. Reato di associazione a delinquere finalizzato alla truffa e la frode sportiva. Perquisita la casa del tecnico juventino

Stefano Mauri

Il capitano della Lazio, Stefano Mauri, è stato arrestato dalla polizia nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Cremona sul calcioscommesse. Tra i destinatari del provvedimento d’arresto anche l’ex giocatore del Genoa, ora al Padova Omar Milanetto. A Mauri e a Milanetto, secondo quanto si apprende, gli inquirenti contesterebbero il reato di associazione a delinquere finalizzato alla truffa e alla frode sportiva. Gli investigatori avrebbero ricostruito che sia Mauri sia Milanetto erano disponibili, in cambio di denaro, a combinare gli incontri delle loro rispettive squadre. Sarebbero stati anche accertati diversi contatti tra i giocatori e gli esponenti dell’organizzazione criminale.

INDAGATO CONTE – Perquisizioni sono state compiute dalla polizia nei confronti dell’allenatore della Juventus, Antonio Conte, nell’ambito dell’inchiesta della procura di Cremona sul calcioscommesse. Secondo quanto si apprende, Conte è indagato per associazione a delinquere finalizzata alla truffa e alla frode sportiva. Il coinvolgimento dell’allenatore della Juventus Antonio Conte è dovuto al periodo in cui era allenatore del Siena. È stato in particolare il calciatore Filippo Carobbio a chiamarlo in causa per Novara-Siena del 30 aprile 2011. “Lo stesso allenatore Antonio Conte – aveva raccontato Carobbio – ci rappresentò che potevamo stare tranquilli in quanto avevamo raggiunto l’accordo con il Novara per il pareggio”.

REAZIONE AVVOCATO CONTE – «La reazione di Conte è quella di una persona completamente estranea e fortemente determinata a dimostrare la sua totale estraneità ai fatti contestati». È il commento di Antonio De Rencis, avvocato del tecnico della Juventus indagato per associazione a delinquere finalizzata alla truffa e alla frode sportiva nell’ambito del calcioscommesse.

INDAGATO MEZZAROMA – Anche il presidente del Siena Massimo Mezzaroma sarebbe indagato nell’inchiesta del calcioscommesse di Cremona che ha portato oggi a diversi arresti. Nei confronti di Mezzaroma, secondo quanto si apprende, sarebbero scattate delle perquisizioni. A chiamare in causa il presidente dei bianconeri è stato Carlo Gervasoni che agli inquirenti ha raccontati di aver saputo tramite il gruppo degli “Zingari” che Mezzaroma avrebbe pagato due giocatori di un’altra squadra.

19 PROVVEDIMENTI RESTRITTIVI – Sono 19 i provvedimenti restrittivi emessi dal Gip del tribunale di Cremona Guido Salvini nell’ambito dell’inchiesta ‘Last Bet’, coordinata dal procuratore Roberto Di Martino che nel giugno e nel dicembre dell’anno scorso ha portato a diversi arresti. L’operazione di oggi è stata condotta dalle squadre mobili di Cremona, Brescia, Alessandria e Bologna, coordinate dagli uomini del Servizio centrale operativo Anche gli indagati di questa nuova tranche dell’inchiesta devono rispondere dei reati di associazione a delinquere finalizzata alla truffa e alla frode sportiva. I particolari dell’operazione verranno illustrati in una conferenza stampa alle 11 alla questura di Cremona, alla quale parteciperanno gli inquirenti e gli investigatori che hanno condotto questa terza tranche dell’indagine.

ECCO TUTTI GLI ARRESTATI – Il Gip Guido Salvini ha emesso complessivamente 19 provvedimenti, uno in meno delle richieste del pm: la procura infatti aveva chiesto anche l’arresto dell’attaccante del Genoa Giuseppe Sculli. Dei 19 provvedimenti, 14 sono ordinanze di custodia cautelare in carcere, 3 agli arresti domiciliari e 2 provvedimenti di obbligo di presentazione all’autorità giudiziaria. I destinatari sono cinque cittadini ungheresi, 11 tra calciatori ed ex giocatori, e tre soggetti legati a dei calciatori. Ecco nel dettaglio i provvedimenti.
STEFANO MAURI (giocatore della Lazio – custodia cautelare in carcere)
OMAR MILANETTO (ex giocatore Genoa, ora al Padova – custodia cautelare in carcere);
KEWULLAH CONTEH (ex giocatore del Piacenza – obbligo presentazione);
JOSE INACIO JOELSON (giocatore del Pergocrema – arresti domiciliari);
ALESSANDRO PELLICORI (giocatore svincolato del Queen’s Park Rangers – custodia cautelare in carcere);
PAOLO DOMENICO ACERBIS (giocatore del Vicenza – custodia cautelare in carcere)
IVAN TISCI (ex calciatore – custodia cautelare in carcere);
FRANCESCO RUOPOLO (calciatore del Padova – obbligo presentazione);
MARCO TURATI (giocatore del Modena; custodia cautelare in carcere);
CRISTIAN BERTANI (ex giocatore del Novara, ora alla Sampdoria – custodia cautelare in carcere);
ZOLTAN KENESEI (cittadino ungherese, già detenuto in Ungheria);
MATYAS LAZAR (cittadino ungherese già detenuto in Ungheria – custodia cautelare in carcere);
LAZLO SCHULTZ (cittadino ungherese già detenuto in Ungheria – custodia cautelare in carcere);
LASLO STRASSER (cittadino ungherese – custodia cautelare in carcere);
ISTVAN BORGULYA (cittadino ungherese – custodia cautelare in carcere)
VITTORIO GATTI (custodia cautelare in carcere)
LUCA BURINI (arresti domiciliari);
DANIELE RAGONE (arresti domiciliari).
MATTEO GRITTI (giocatore dell’Albinoleffe)

CELLULA UNGHERESE – Ci sono anche cinque cittadini ungheresi tra i destinatari dei provvedimenti emessi dalla procura di Cremona nell’ambito della nuova tranche dell’inchiesta sul calcioscommesse. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori della polizia, i cinque facevano parte di una ‘cellula’ che riferiva direttamente al boss dell’organizzazione criminale, il singaporiano Eng Tan Seet, colpito da un’ordinanza di custodia cautelare emessa lo scorso dicembre. La cellula degli ungheresi si è di fatto sostituita al gruppo degli ‘zingarì – decimato dagli arresti dei mesi scorsi – per continuare nella manipolazione degli incontri dei campionati di calcio italiani. Gli investigatori hanno accertato diversi contatti tra i calciatori e gli emissari del gruppo, proprio in occasione di incontri da truccare.

BLITZ IN RITIRO NAZIONALE, INDAGATO CRISCITO – Blitz della polizia nel ritiro della Nazionale. Gli agenti sono andati nel centro sportivo di Coverciano per eseguire perquisizioni nell’ambito dell’inchiesta sul calcioscommesse condotta dalla procura di Cremona. Era Domenico Criscito il destinatario della perquisizione effettuata dalla polizia nel ritiro della Nazionale a Coverciano. Secondo quanto si apprende, il difensore azzurro è accusato di associazione a delinquere finalizzata alla frode e alla truffa sportiva nell’ambito dell’indagine cremonese che ha portato a diversi arresti.

Gli agenti che hanno effettuato le perquisizioni nel ritiro della nazionale di calcio e hanno consegnato a Criscito l’avviso di garanzia sono arrivati a Coverciano alle 6.25. Due auto e cinque agenti hanno varcato il portone del centro tecnico federale quando la nazionale di Prandelli ancora dormiva. In mattinata, è attesa la diramazione della lista dei 23 azzurri per Euro 2012, nella quale era prevista la presenza di Criscito. È attesa per oggi alle 12 la comunicazione della lista dei 23 azzurri per Euro 2012. A questo punto, però, sulle scelte di Cesare Prandelli pesa anche l’avviso di garanzia consegnato questa mattina a Coverciano al difensore Domenico Criscito.

Il ct era già orientato a comunicare una lista di 23 giocatori con 2-3 riserve. Tecnicamente la lista deve essere consegnata all’Uefa domani entro le 12, e dunque ulteriori 24 ore saranno utili a Prandelli per valutazioni sulla situazione di Criscito. Dopo due ore e mezza, le due macchine delle forze dell’ordine con a bordo cinque tra agenti e funzionari dello Sco hanno lasciato in questi minuti il centro tecnico di Coverciano. Gli agenti si erano presentati alle 8,25 al ritiro azzurro, dove la Nazionale prepara gli Europei 2012, per comunicare l’avviso di garanzia a Domenico Criscito, uno dei difensori a disposizione del commissario tecnico Cesare Prandelli. Criscito è indagato per associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva. È stata perquisita questa mattina dagli agenti della squadra mobile anche l’abitazione di Genova di Domenico Criscito, difensore della Nazionale e dello Zenit San Pietroburgo ed ex giocatore del Genoa. I poliziotti hanno eseguito controlli nella sua casa di Nervi, nel levante genovese. Criscito, in ritiro con la Nazionale, è indagato dalla procura di Cremona per associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva. Sul fronte genoano, indagati anche Sculli e l’ex Kaladze, arrestato l’ex Milanetto.

SUMMIT CON SCULLI, NO DEL GIP ALL’ARRESTO – Agli atti dell’indagine di Cremona che ha portato agli arresti di stamani vi è anche il resoconto di un summit in un ristorante genovese, il 10 maggio 2011, nei giorni precedenti la partita Lazio-Genova a cui parteciparono Giuseppe Sculli, il calciatore della Nazionale Domenica Criscito, un pregiudicato bosniaco e due dei maggiori esponenti degli ultrà del Genova. L’incontro è stato documentato dagli agenti della polizia che hanno condotto le indagini. Il gip di Cremona Guido Salvini non ha accolto la richiesta di arresto avanzata dalla procura di Cremona nei confronti dell’attaccante del Genoa Giuseppe Sculli. Il giocatore è indagato per associazione a delinquere finalizzata alla truffa e alla frode sportiva.

SIGNORI, ACCUSA DI RICICLAGGIO – All’ex bomber della Nazionale Beppe Signori la Procura di Cremona contesta anche il reato di riciclaggio, in concorso con l’ex calciatore Luigi Sartor, un suo amico, Luca Burini, e il suo commercialista Daniele Ragone. Questi ultimi due sono stati posti agli arresti domiciliari. L’accusa riguarda della movimentazione di denaro, attraverso una società panamense, proveniente dalle scommesse. Signori e Sartor rimangono a piede libero in quanto erano già stati arrestati nella prima tranche dell’inchiesta.

PERQUISITA CASA DI PELLISSIER – Su mandato della procura di Cremona la squadra mobile della Questura di Aosta ha perquisito questa mattina, alle 4, l’abitazione di Fenis di Sergio Pellissier, attaccante del Chievo coinvolto nell’inchiesta sul calcioscommesse. Analoga ispezione è avvenuta nella casa di Verona del giocatore, che risulta essere indagato. All’interno della villa sulla strada statale 26 sono stati sequestrati computer, ipad e pennette usb che verranno messi a disposizione degli inquirenti.

REAZIONE PESCARA – “È una pagina molto triste che contrasta con la festa che abbiamo vissuto noi a Pescara. È un colpo pesante che fa molto male a tutto il movimento”. Il presidente del Pescara, Daniele Sebastiani non nasconde l’amarezza per i nuovi provvedimenti nell’ambito del calcioscommesse, che hanno portato in carcere tra gli altri anche giocatori di serie A come Mauri e Milanetto, e fatto finire nel registro degli indagati il tecnico della Juve, Antonio Conte, e il difensore azzurro Domenico Criscito. “Noi siamo tranquilli – sottolinea Sebastiani a Radio anch’io lo sport, parlando del presunto coinvolgimento del club abruzzese – perché come società non abbiamo alcun problema”.

L’ATTESA DEL PADOVA – I vertici del Padova calcio non commentano al momento la vicenda dell’arresto di Omar Milanetto, da circa un mese e mezzo assente dai campi di gioco per un infortunio. La società patavina, che ha appreso del provvedimento dai media, è comunque in attesa di conoscere i particolari del lavoro dei magistrati. Negli ambienti della società si evidenzia comunque che tutte le vicende al centro dell’inchiesta della procura di Cremona su calcioscommesse riguarderebbero il periodo precedente all’arrivo del giocatore nella città veneta. Milanetto è giunto a Padova nell’agosto scorso.

GRITTI ERA IN VACANZA – Il calciatore dell’Albinoleffe Matteo Gritti è stato arrestato dalla polizia nell’ambito dell’inchiesta sul calcioscommesse condotta dalla procura di Cremona. Gritti è stato arrestato a San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno), dove trascorreva un periodo di vacanza.

PERQUISITA CASA SONCIN – L’abitazione ascolana dell’attaccante dell’Ascoli Andrea Soncin è stata perquisita dalla polizia nell’ambito dell’inchiesta della procura di Cremona sul calcioscommesse. A quanto si è appreso, Soncin è indagato a piede libero per associazione per delinquere finalizzata alla frode sportiva, in relazione a presunti illeciti commessi nello scorso campionato, quando militava nel Grosseto. Estranea alla vicenda l’Ascoli calcio.

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