I lavoratori di Messinambiente giovedi in sciopero. Alle porte dell’estate la vertenza con il Comune si fa spinosa 

il 31 maggio sciopero della raccolta rifiuti

Ore cruciali per scongiurare lo stop alla raccolta rifiuti a Taormina. I lavoratori di Messinambiente, che avevano scioperato già il 18 maggio scorso, si apprestano infatti a ripetere giovedì prossimo l’astensione dal lavoro per i mancati pagamenti da parte del Comune.

Nella vicenda c’è anche un “giallo”: in un primo momento infatti si era prospettato un maxi-sciopero dal 31 maggio al 2 giugno ed era questo lo scenario che si attendevano (e temevano) i vertici di Palazzo dei Giurati ma la comunicazione ufficiale poi pervenuta al Comune di Taormina rende noto uno sciopero previsto solo per il 31 maggio. Non cambia però la sostanza della questione e di un’emergenza che, in ogni caso, bisognerà dirimere.

“L’assemblea dei lavoratori, stanchi e demoralizzati dalla situazione – scrive Carmelo Pino, segretario provinciale della FP Cgil Messina – ha determinato che il 31 maggio i lavoratori occupati in questo cantiere si asterranno dall’attività lavorativa per l’intera giornata, ovvero 6 ore, garantendo comunque i servizi essenziali”. In effetti, come detto, un primo sciopero c’è stato venerdì 18 maggio. Allora, anche per buona parte del giorno successivo, Taormina rimase con i sacchetti della spazzatura abbandonati per strada e i cassonetti stralcolmi. In quella circostanza, il sabato fu subito ripulito il salotto della città, ovvero il Corso Umberto, mentre le vie secondarie sono tornate alla normalità in un secondo momento. Ecco perchè si sta cercando di evitare che i disagi possano ripetersi.

Il Comune ha reso noto che si sta cercando una trattativa per scongiurare in extremis lo sciopero. La problematica resta abbastanza complessa e non sarà semplice arrivare ad una intesa che sia in grado di far desistere i lavoratori dall’intenzione di scioperare.

“Il 2 maggio scorso – afferma Carmelo Pino nella nota trasmessa al Comune – abbiamo attivato le procedure previste dalla legge 12/6/1990 per quanto riguarda l’atteso pagamento della mensilità di aprile, che hanno avuto esito negativo nella riunione svoltasi poi 48 ore più tardi. Nessuna certezza viene manifestata dalla società sul puntuale pagamento delle future retribuzioni. Da troppo ed ingiustificato tempo i lavoratori sono costretti a subire una tale situazione, di cui non sono certo responsabili, che rende loro difficile una benchè minima programmazione familiare e personale. Ciò nonostante, hanno sempre garantito un impegno ed una abnegazione al lavoro che è fuori dal normale. Anche il secondo tentativo di conciliazione e raffreddamento previsto dalla vigente normativa, ha avuto esito negativo il 14 maggio presso la Prefettura di Messina, quando ci fu per altro l’ingiustificata assenza del Comune di Taormina”.

I lavoratori di MessinAmbiente hanno sinora lamentato arretrati nel pagamento degli stipendi e la società reclama a sua volta sette mesi di ritardo, da parte del Comune, nel pagamento dei servizi ritenendo per questo motivo “il servizio di raccolta a rischio” anche in prospettiva. La “sofferenza” del Comune verso Messinambiente, secondo alcune stime, raggiungerebbe gli oltre 3 milioni di euro.

Già nei prossimi giorni potrebbero esserci sviluppi sull’intenzione, da parte del Comune di Taormina, di andare a costituire con Giardini, Letojanni, Castelmola e altri centri dell’hinterland una Spa consortile. Al momento il nodo da sciogliere è per i Comuni che si avvalgono dell’Ato e dovrebbero ottenere una deroga ed uscire dagli attuali rapporti contrattuali. A Taormina il contratto con Messinambiente è terminato invece alla fine di dicembre del 2010 e sin qui vi è una proroga del servizio.

© Riproduzione Riservata

Commenti