Clamorosa protesta del sindaco di Naxos, Lo Turco, che fa affiggere un manifesto pubblico contro Monti: “no all’imposta unica solo per coprire il deficit dello Stato”

Nello Lo Turco

“Questa Imu non è dei Comuni”: inizia con queste parole il manifesto fatto affiggere dal sindaco Nello Lo Turco per le vie di Giardini Naxos.

Il primo cittadino della localitù turistica siciliana prende le distanze dalla nuova tassa introdotta dal Governo Monti e si rivolge ai cittadini manifestando l’idea che hanno già esternato altri sindaci italiani per chiedere che venga fatta chiarezza sull’Imu. Lo Turco scrive: “I sindaci e i Comuni italiani dicono no all’imposta statale unica! I cittadini, le famiglie e le imprese devono sapere che dietro questa sigla che evoca i Municipi, si nasconde una nuova tassa dello Stato che i Comuni non possono neanche riscuotere liberamente. Una nuova tassa che serve solo a coprire una pare del deficit dello Stato”.

“Una tassa – continua Lo Turco – che taglia le risorse ai Comuni e costringe i sindaci a tagliare i servizi e le opere pubbliche, lasciandogli come unica alternativa, quella di aumentare le aliquote ai propri concittadini. I Comuni ed i sindaci chiedono chiarezza e trasparenza, chiedono che sia divisa la parte dell’imposta statale da quella comunale. E’ un atto di onestà e serietà nei confronti dei cittadini che hanno il diritto di sapere, quando pagano una imposta, a chi va a finire il gettito e per che cosa vengono utilizzati i soldi. Per tutto questo diciamo Imu? No grazie!”.

Intanto l’Ufficio tributi del Comune di Giardini Naxos ha già reso noto con un avviso pubblico come calcolare e pagare la nuova tassa.

La base imponibile dell’imposta municipale propria si ottiene applicando alla rendita catastale, rivalutata del 5%, ai seguenti moltiplicatori: a) 160 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale A (con esclusione della categoria catastale A10) e nelle categorie catastali C/2, C/6, C/7; b) 140 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale B e nelle categorie catastali C/3, C/4,e C/5; c) 80 per i fabbricati classificati nella categoria catastale D/5; d) 80 per i fabbricati classificati nella categoria catastale A.10; e) 60 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale D; f) 55 per i fabbricati classificati nella categoria catastale C1. Per i terreni agricoli il valore è costituito da quello ottenuto applicando all’ammontare del reddito dominicale, risultante in catasto, vigente al 1° gennaio dell’anno di imposizione rivalutato del 25%, un moltiplicatore pari a 130.

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