Il presidente della Ferrari preannuncia: “Italiafutura potrebbe presentarsi alle elezioni 2013”. Berlusconi è convinto che starà col centrodestra. L’ira di D’Alema 

Luca Cordero di Montezemolo

Non ha lasciato indifferente la lettera di Luca Cordero di Montezemolo al Corriere, in cui il Presidente della Ferrari, nuovo jolly della politica insieme al sindaco di Firenze Matteo Renzi, annuncia che Italiafutura potrebbe “presentarsi alle elezioni del 2013” come movimento politico.

Silvio Berlusconi dice: “Credo che non potrà che stare nel campo dei moderati”. Angelino Alfano assicura: “Non c’è da parte nostra nessuna volontà di endorsement nei suoi confronti”. D’Alema attacca: “La borghesia italiana fa di tutto pur di non uscire a sinistra dal berlusconismo”.

“Non ho mai pensato che un mio eventuale ingresso in politica possa fare alcuna significativa differenza per il Paese”. E’ quanto ha scritto il presidente di Italiafutura Luca Cordero di Montezemolo in una lettera al Corriere della Sera nella quale spiega che “la situazione dell’Italia è tale da richiedere il passo in avanti di una nuova classe dirigente e forse di una nuova generazione (visto il disastro combinato dalla nostra), non di questo o di quel presunto superuomo”.

E poi l’annuncio: “Italiafutura potrebbe anche diventare nei prossimi mesi un movimento politico a tutti gli effetti e presentarsi alle elezioni del 2013”.

“Indipendentemente da un nostro futuro e diretto impegno elettorale, lavoriamo per aprire un cantiere progettuale” ha spiegato ribadendo che “non siamo interessati ad alleanze gattopardesche né a fare da paravento a operazioni di finto rinnovamento che siano ispirate alla filosofia del ‘tutto cambi affinché niente cambi’. Anche per questo, nei giorni scorsi, abbiamo tenuto a smentire, in maniera netta e categorica, che vi siano in corso colloqui con questo o quel partito”.

“Ciò – ha precisato – non vuol dire mantenere ‘tutto sul vago’. Sappiamo con certezza in quale campo ideale militiamo. Lo abbiamo dichiarato e scritto, non ultimo nel manifesto pubblicato poche settimane fa sul sito dell’associazione”.

“In assenza di un progetto credibile che sappia unire tutte le forze riformiste – ha concluso -, milioni di italiani e una porzione significativa delle migliori energie del Paese rimarranno senza rappresentanza, dando spazio a populismi demagogici e distruttivi”.

Silvio Berlusconi premette di non aver letto l’intervento di Luca Cordero di Montezemolo, ma come detto si dice convinto che se il presidente della Ferrari scenderà in politica non potrà che farlo con i moderati, espressione con la quale l’ex premier intende il centrodestra.

“Non ho visto quel che ha scritto Montezemolo – dice Berlusconi a margine del vertice del Ppe a Bruxelles -. L’ho incontrato solo una volta molto tempo fa e fu un incontro molto cordiale. Credo che se entrerà in politica non potrà che stare nel campo dei moderati”.

“Montezemolo è un protagonista della vita pubblica italiana, ho letto quello che lui dice, ne ho grande rispetto. Non c’è di certo da parte nostra nessuna volontà di endorsement nei confronti di Montezemolo. Lo abbiamo valutato come un ragionamento di una voce autorevole del dibattito pubblico italiano”. Così il segretario del Pdl, Angelino Alfano.

Ci sono “forze” che lavorano per evitare che il Pd vada al Governo nella prossima legislatura, in particolare “parte della borghesia italiana”, impegnata in “progetti velleitari” e “accorati appelli in direzione di Montezemolo”. Massimo D’Alema, intervistato dall’’Espresso’, espone pubblicamente la tesi che da mesi circola ai vertici del Pd, ovvero l’idea che parte del cosiddetto ‘establishment’ stia remando contro i democratici “pur di non uscire a sinistra dalla crisi del berlusconismo”.

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