Gli investitori danneggiati perchè l’azione lanciata in Borsa a 38 dollari ha già perduto il 20% del suo valore

Facebook nei guai

Ancora una brutta notizia per Facebook. Cresce infatti il numero di investitori che hanno avviato un’azione collettiva contro il gruppo di Zuckerberg appena sbarcato in Borsa e contro le banca d’affari Morgan Stanley, JPMorgan e Goldman Sachs. Gli investitori si considerano danneggiati dal fatto che l’azione di Facebook, lanciata a 38 dollari, ha già perduto il 20% del suo valore.

Class action. Lo studio legale Geller Rudman & Dowd ha annunciato di aver presentato una class action in un tribunale di New York «da parte degli investitori che hanno acquistato i titoli Facebook in occasione del suo ingresso in Borsa il 18 maggio». Lo studio Lieff Cabraser Heimann & Bernstein ha presentato un’altra azione legale a nome di un altro gruppo di investitori, accusando «Facebook e le banche incaricate del collocamento di aver infranto le regole». Un terzo studio legale, Glancy Binkow & Goldberg, hanno presentato una class action a nome degli «investitori che hanno accustao perdite a causa dell’ingresso in Borsa di Facebook: l’azione è stata avviata presso un tribunale della California ed è a nome di tutte le persone che hanno acquistato titoli Facebook sulla base del prospetto».

Causa al Nasdaq. Un investitore di Facebook ha fatto causa al Nasdaq, accusandolo di aver «mal gestito» l’ingresso in borsa di Fb. Si tratta – riporta l’agenzia Bloomberg – di Philip Goldberg, investitore del Maryland, che nei documenti depositati a un tribunale di Manhattan afferma di aver cercato di ordinare e anche cancellare gli ordini per i titoli Facebook ma senza successo in quanto gli ordini non sono stati propriamente eseguiti. Il Nasdaq ha incontrato problemi tencici nell’avvio degli scambi di Facebook che sono stati ritardati di mezz’ora venerdì scorso, all’esordio in Borsa. Il Nasdaq ha ammesso di aver incontrato difficoltà anche nel comunicare ai trader l’esecuzione degli ordini.

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