Le compagne di Melissa Bassi hanno riconosciuto la persona dell’identikit. C’è chi lo chiamava “il maniaco”

fiori per Melissa Bassi

Gli inquirenti sono cauti. E valutano con estrema prudenza tutte le testimonianze. Anche quella delle ragazze della scuola Morvillo-Falcone che avrebbero riconosciuto l’uomo dell’identikit: “Sì, è lui. Quell’uomo guardava proprio noi, ci fissava, lo ha fatto per giorni interi” dicono. Tanto che qualcuna, tra loro, lo chiamava “il maniaco”. Eppure, sul fronte delle indagini sulla bomba alla scuola Morvillo-Falcone che ha ucciso Melissa Bassi, al momento non ci sono particolari novità: il sospettato numero uno è stato infatti rilasciato. Non solo: al momento non ci sono nemmeno indagati.

Nella giornata di ieri si sono susseguite notizie poi puntualmente smentite dalla Dda di Lecce sul fermo del presunto assassino: un uomo del posto che parrebbe somigliare a quello ripreso dalle telecamere davanti all’istituto, ma che è stato subito rilasciato dalla Polizia. Per riportare la calma in strada (visto che davanti alla questura si era radunata una piccola folla) è scesa la portavoce del questore, Anna Palmisano: «Non c’è nessuna svolta, né ci sarà nelle prossime ore».

Ma chi ha azionato quella bomba, allora? «Una volta esclusa l’ipotesi di un movente personale nei confronti di una sola delle vittime», ha detto il capo dell’Antimafia, Pietro Grasso, «non c’è dubbio che qualsiasi altra ipotesi ha un effetto intimidatorio: sia che il gesto sia opera da uno singolo isolato, sia da un pazzo, sia da un’organizzazione eversiva, sia dalla mafia o Sacra corona unita». Lunedì in questura sono state ascoltate molte persone che potrebbero fornire elementi utili all’indagine. Ma tutte, dicono gli inquirenti, sono tornate a casa.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=4RhGJXKvQX0[/youtube]

© Riproduzione Riservata

Commenti