Un uomo sospettato ma gli inquirenti non confermano. L’attentatore nel video non distinguibile. I pm: “strage con finalità terroristica”. Inchiesta passa a Dda di Lecce

l'assassino di Melissa Bassi

Gli inquirenti hanno trovato l’uomo che si stava cercando in relazione all’attentato di Brindisi.

Nei suoi confronti sono scattati «controlli di routine per verificare l’alibi in seguito a una delle segnalazioni che stanno arrivando e che necessitano di verifica». È quanto sottolineano fonti della Procura di Brindisi. L’uomo sospettato di essere il presunto attentatore alla scuola Morvillo Falcone, era scomparso da due giorni. Secondo notizie non confermate ufficialmente, è stata la sua abitazione è stata perquisita ed è stato portato in questura suo fratello.

I pm per ora smentiscono. Inizialmente alcune indiscrezioni di stampa avevano ipotizzato che l’uomo che si cercava potesse essere lo stesso ripreso dalla telecamera di un chiosco con un telecomando in mano. Probabilmente, il presunto attentatore. Nei confronti dell’uomo, e del fratello che è stato portato in questura, non ci sono allo stato elementi che possano ricondurre i due all’attentato alla scuola Morvillo-Falcone di Brindisi.

L’inchiesta sull’attentato di Brindisi sarà coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce. Lo ha detto il procuratore nazionale antimafia, Pietro Grasso, parlando con i giornalisti in Prefettura a Brindisi. Alla Dda leccese sarà aggregato il pm di Brindisi Milto De Nozza. E cambia il reato ipotizzato per l’attentato di Brindisi: da strage si indaga ora per strage aggravata dalla finalità di terrorismo (art. 270 sexies codice penale).

Finalità terroristiche. La conferma è arrivata dallo stesso procuratore nazionale Antimafia, che ha parlato di «finalità evidenti». «Tolta l’ipotesi del fine personale nei confronti delle vittime – ha spiegato Grasso – non c’è dubbio che qualsiasi altra ipotesi ha un effetto di terrorismo sia che venga fatto da un singolo isolato, sia da un pazzo, sia da un’organizzazione eversiva, dalla mafia o dalla Sacra Corona Unita. In ogni caso – ha concluso – l’effetto è terroristico, intimidatorio e questo produce la competenza della Procura distrettuale Antimafia o di quella competente per atti di terrorismo».

Cancellieri. Non possiamo escludere nulla. Così il ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri, ha commentato lo stto delle indagini sull’attentato alla scuola Morvillo Falcone di Brindisi dove è rimasta uccisa una ragazza di 16 anni, Melissa Bassi.

«Occorre grande fermezza e determinazione»: ma «lo Stato c’è» e andrà «fino in fondo», ha poi aggiunto il ministro dell’Interno.

Un ‘focus’ sul territorio che comprende le province di Brindisi, Taranto e Lecce: lo ha annunciato sempre il ministro dell’Interno nella conferenza stampa dopo la riunione con il ministro della Giustizia Paola Severino e con magistrati e forze dell’ordine, tenuta in prefettura a Brindisi.

«È stato smentito ufficialmente che ci sia un indagato», ha poi confermato il ministro.

«Io non ho certezze, per ora nessuna certezza, quindi mi sembra meglio lavorare tutti insieme», ha detto il ministro Severino, riferendosi anche alle tensioni tra le procure di Brindisi e Lecce. «Oggi sono tutti attorno a un tavolo, a fare un lavoro insieme», ha poi aggiunto.

«Grazie per non aver pubblicato il volto dell’attentatore, grazie per non aver mostrato per intero quel video», ha poi sottolineato poi il ministro della Giustizia parlando con i giornalisti in prefettura a Brindisi dopo un vertice con Cancellieri e gli investigatori per fare il punto della situazione sull’attentato. Il ministro ha poi ringraziato i cronisti per il loro «senso di responsabilità» su indagini delicate e difficili.

Le indagini. Intanto sul fronte delle indagini è caccia all’uomo immortalato dalla telecamera del chiosco ubicato proprio davanti all’Istituto Professionale. Il volto non è distinguibile ed è la ragione per cui l’uomo non è stato ancora identificato. Nel decisivo fotogramma è ripreso mentre aziona il telecomando pochi minuti prima dell’esplosione che investirà poi le studentesse di Mesagne che con il loro passaggio attiveranno il sensore che innesca la deflagrazione.

Secondo la Procura si tratta di un italiano. Dalle immagini ha un’età apparente di 50-55 anni ed è ritenuto avere conoscenze specifiche di elettronica che non sono da tutti. Nel fotogramma si nota come è vestito, con giacca, pantaloni chiari e scarpe da ginnastica.

Pista mafiosa improbabile. Il procuratore di Brindisi, Marco Dinapoli, ha ipotizzato che l’attentato sia «un gesto isolato» e ha ritenuto «improbabile» la pista mafiosa, senza comunque escluderla del tutto.

«È possibile che avere pubblicato questo video abbia danneggiato le indagini, ma è una mia valutazione personale», ha detto invece il procuratore della Dda di Lecce, Cataldo Motta a Radio 24. Motta ha aggiunto che il suo ufficio lavora «d’intesa con la Procura di Brindisi in una sorta di democrazia a due. Se consente – ha chiarito – voi giornalisti enfatizzate la diversità di vedute che può esserci stata in un momento iniziale delle indagini, che vengono condotte in perfetta intesa. Non c’è alcun motivo di conflitto e contrasto con la Procura di Brindisi».

«La finalità e le motivazioni dell’attentato – ha insistito Motta – sono aspetti che esulano dall’attività di indagine che parte dagli elementi di cui disponiamo. Le valutazioni arrivano in un momento successivo. Sull’attività d’indagine siamo assolutamente in sintonia». In relazione al video, Motta ha sottolineato che «il fatto che sia stata una persona a compiere l’atto finale non esclude che dietro ci possa essere una struttura organizzata. A mio avviso è difficile che quest’uomo possa avere realizzato un attentato del genere da solo. Ma è prematuro dirlo. Quel filmato pubblicizzato è un punto di partenza importante».

Motta non ha escluso la matrice mafiosa, al contrario del procuratore di Brindisi: «Hanno colpito quella scuola e credo che la motivazione principale sia il collegamento col nome a cui è intestata. Dovendosi compiere un attentato la scelta è ricaduta su una scuola dedicata alla moglie di Falcone. Questo fa parte dell’effetto terroristico dell’attentato. È stato colpito un obiettivo indiscriminato, poteva essere anche altrove per dare l’idea che nessuno può sentirsi sicuro».

Circa l’ipotesi di un coinvolgimento della Sacra corona unita, Motta rileva che «un gesto di questo genere non sembra riconducibile a organizzazioni locali, perchè loro cercano il consenso, e questa strategia del consenso è più pagante della strategia stragista». Infine esprime un ringraziamento agli studenti della scuola brindisina: «Ieri li ho incontrati, e la loro risposta è quanto di meglio ci si potesse aspettare. Questa risposta dimostra come sia fallita la finalità intimidatrice e terroristica di questo atto inconsulto e gravissimo».

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