Seconda giornata del vertice Camp David. I leader degli otto Paesi discutono di crisi eurozona e Grecia

Barack Obama

La crescita e la riduzione del deficit devono andare di pari passo per riuscire a raggiungere la “prosperità”. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Barack Obama prima di avviare i colloqui sulla crisi dell’eurozona al vertice G8 di Camp David.

“Siamo tutti impegnati a fare in modo che la crescita, la stabilità e il consolidamento dei bilanci rientrino tutti in un pacchetto di misure che dobbiamo adottare per raggiungere la prosperità che desideriamo per i nostri concittadini”, ha sottolineato Obama.

La crisi del debito della zona euro ha fatto emergere divergenze tra i fautori della crescita e quelli del rigore, con sullo sfondo una grave preoccupazione per la Grecia. Questo dossier è il primo a essere esaminato dai leader degli otto paesi più industrializzati e dell’Unione europea a Camp David. Già alla vigilia, il presidente Obama aveva dato un netto segnale di sostegno ai fautori del rilancio economico in Europa, ricevendo il suo collega francese Francois Hollande al quale aveva assicurato che avrebbe evocato al G8 “un approccio responsabile del rigore di bilancio affiancato a misure energiche per la crescita”, una posizione sulla quale Hollande aveva basato la sua campagna elettorale e che rema contro la politica del rigore professata da Angela Merkel, il cancelliere tedesco.

Candidato alla Casa Bianca per un secondo mandato, il presidente degli Stati uniti si è detto preoccupato per le conseguenze negative dei problemi europei sull’economia del suo paese dove, pur se in modo appena percettibile, vi è stata una ripresa economica e la disoccupazione è diminuita.

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