Critica e stampa promuovono l’unico film italiano in concorso al Festival 2012: una trama tra commedia e riflessione. Tra i protagonisti anche un ergastolano

Matteo Garrone

Al Festival di Cannes applausi, dopo la proiezione della stampa, per film italiano in concorso “Reality” di Matteo Garrone. E’ la storia di un pescivendolo che viene poi travolto e coinvolto in un reality show, il più famoso, condotto da Claudia Gerini. “Dopo Gomorra volevo fare un film diverso, cambiare registro e così ho provato a fare una commedia”, ha detto Garrone.

Protagonista della pellicola è Luciano (Aniello Arena) un pescivendolo napoletano che per integrare i suoi scarsi guadagni si arrangia facendo piccole truffe insieme alla moglie Maria (Loredana Simioli). Grazie a una naturale simpatia, Luciano non perde occasione per esibirsi davanti ai clienti della pescheria e ai numerosi parenti. Un giorno, spinto dai familiari, partecipa a un provino per entrare nel “Grande Fratello”. Da quel momento la sua percezione della realtà non sarà più la stessa.

Nel cast anche Nando Paone, Nunzia Schiano, Nello Iorio, Giuseppina Cervizzi, Rosaria D’Urso, Graziella Marina, Raffaele Ferrante e Carlo Del Sorbo.

“Il film nasce da una storia semplice, documentata, – ha spiegato il regista Garrone – che abbiamo trasfigurato per fare una riflessione su un paesaggio contemporaneo; un viaggio attraverso un Paese. Un percorso fatto di sogni e attese di questi sogni, che si sviluppa su due piani: uno esterno, geografico e l’altro interno, psicologico. Due piani che sono fortemente connessi fra loro, infatti è proprio quel tipo di paesaggio culturale a generare i personaggi che animano la nostra storia”.

“Reality è un film sulla percezione del reale, – ha concluso – la storia di un uomo che esce dalla realtà ed entra nel proprio immaginario. Ho sempre pensato a Luciano, il protagonista del film, come ad un moderno Pinocchio, un personaggio con un’innocenza e un candore infantili. Infatti, filmandolo, l’ho seguito come se stesse vivendo un’avventura fantastica. Durante le riprese ero di continuo alla ricerca di quel sottile equilibrio tra realtà e sogno, ricercando anche dal punto di vista figurativo una dimensione favolistica, una sorta di realismo magico”.

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