Confisca record (330 milioni) della Gdf a Gioacchino Campolo: il “re delle macchinette” aveva appartamenti e ville a Taormina, Roma, Milano e Parigi. Inquirenti lo ritengono colluso con le cosche criminali della Calabria

Gioacchino Campolo

Il Tribunale di Reggio Calabria, Sezione Misure di Prevenzione, ha disposto la confisca del patrimonio di Gioacchino Campolo, di 73 anni, noto come “il re dei videopoker”. Il collegio presieduto da Kate Tassone, che si è pronunciato l’8 maggio su richiesta del Procuratore della Repubblica, ha sottoposto Campolo alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel Comune di residenza per 4 anni.

Una confisca patrimoniale da record. E’ quella che è stata eseguita dalla Guardia di Finanza di Reggio Calabria nei confronti del “re delle macchinette”. Si ratta della confisca più consistente mai effettuate nei confronti di un unico soggetto.

Campolo comprava beni mobili ed immobili, all’asta, oppure prestava soldi ad usura ai negozianti, specialmente gestori di bar e sale giochi, che alla fine erano costretti a cedergli i locali per ripianare i debiti.

La confisca ha per oggetto il patrimonio di una ditta individuale e due societa’ e relativi conti correnti, la ditta A.R.E., la Grida Srl, e la Sicaf Srl, oltre a circa 260 beni immobili, tra residenze, terreni, magazzini adibiti a negozio o deposito, ubicati per lo piu’ a Reggio Calabria e provincia ma anche ville e appartamenti a Taormina, Roma e Milano e anche una casa a Parigi, in Rue Saint Honore’. Confiscati anche auto, veicoli commerciali e motocicli.

In primo grado, è stato condannato a 18 anni di reclusione, per associazione, usura, estorsione ed altro. Secondo quanto emerso dalle indagini, Campolo aveva sviluppato un sistema criminale basato sull’alterazione degli apparecchi da gioco, dando vita non solo a una gigantesca frode ma anche a liquidità da mettere a disposizione della ‘ndrangheta. E le cosche lo aiutavano sul territorio.

Con i proventi ha investito nell’acquisto di numerosi immobili e non solo. Ora i finanziari del Gico di Reggio Calabria in collaborazione con lo Scico hanno confiscato, come detto, il patrimonio del vecchio “re dei videopoker”. Oltre 330 milioni di euro di affari loschi, una cifra a dir poco esorbitante.

“E’ un provvedimento importante, significativo, che riconosce il lavoro svolto dalla Guardia di finanza nel settore del contrasto all’accumulazione dei prodotti illeciti, uno dei piu’ rilevanti provvedimenti di carattere economico di confisca che sia mai stato eseguito nella provincia di Reggio Calabria”, ha detto Michele Prestipino, procuratore aggiunto della Dda di Reggio Calabria, commentando la vicenda.

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