Lavoratori di Messinambiente in sciopero per 24 ore ma il Comune non predispone nessun servizio sostitutivo di raccolta. Cumuli di spazzatura in centro e nelle frazioni

rifiuti in Corso Umberto venerdì sera

Emergenza rifiuti in queste ore a Taormina, dove il previsto sciopero dei lavoratori di Messinambiente ha lasciato il paese senza il servizio di raccolta per l’intera giornata di venerdì e spazzatura è rimasta abbandonata per le strade.

Agli occhi di residenti e turisti si è cosi presentato uno scenario indecoroso, sotto gli sguardi sbigottiti e sdegnati di chi mai avrebbe pensato che anche a Taormina si sarebbe vissuta un’emergenza  del genere.

I cassonetti stracolmi e la spazzatura in tanti angoli del centro e delle frazioni di Taormina. Eloquente l’immagine di Corso Umberto, con la spazzatura ai lati della strada mentre la gente passeggiava.

Cumuli ovunque come una “cornice” poco edificante del territorio vista spessio in tv in altre città. I lavoratori di MessinAmbiente lamentano arretrati nel pagamento degli stipendi e la società lamenta sette mesi di ritardo, da parte del Comune, nel pagamento dei servizi ritenendo “il servizio di raccolta a rischio” anche in prospettiva.

Lo sciopero era previsto solo per venerdì ma possibili disservizi potrebbero registrarsi anche nella mattinata di oggi, prima che la situazioni tornai alla normalità. La “sofferenza” del Comune verso Messinambiente, secondo alcune stime, raggiungerebbe i 3,5 milioni di euro. Lunedì scorso si era svolta in Prefettura a Messina una riunione convocata su richiesta della Cgil Fp, per la definizione di un’ennesima procedura di conciliazione e raffreddamento in riferimento alla vertenza dei lavoratori dipendenti di MessinAmbiente.

In quella circostanza fu assente il Comune che spieò, tuttavia, di aver ricevuto in ritardo comunicazione della convocazione del vertice.

Sui disagi di queste ore ha protestato, in particolare, il leader locale di Grande Sud, Salvo Cilona, che ha criticato l’Amministrazione Comunale lamentando l’assenza di un servizio sostitutivo per fronteggiare l’emergenza.

La casa municipale ritiene, a sua volta, ingiustificata la scelta dei lavoratori di scioperare per arretrati sugli stipendi, in quanto – secondo l’ufficio Ecologia ed Ambiente – vi sarebbero soltanto tre giorni di ritardo nell’erogazione degli stipendi al personale di Messinambiente, mentre viene riconosciuta l’esposizione debitoria verso la società in riferimento alla quale si sta cercando di trovare una soluzione economica risolutiva.

Il timore maggiore a Taormina, specie tra gli operatori economici, è che, alle porte dell’estate, una giornata come quella di ieri possa ripetersi, anche con un danno d’immagine che sarebbe facile immaginar.

La cosa certa e il dato più eloquente è che venerdì 18 maggio verrà ricordato come un’altra pagina nera della storia recente di una città sempre più in crisi profonda. E soltanto chi vuol far finta di non vedere la situazione può ancora parlare di “isola felice”.

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