Carenza di programmazione e le solite scelte “fai da te” hanno determinato in Campania la grave perdita di risorse economiche. In fumo somme indispensabili per erogare i servizi sociali domiciliari a disabili e anziani

l'assistenza paralizzata dalle nefandezze della politica

Il Piano di Zona S1 è di nuovo nella bufera. Ancora una volta i soldi pubblici vengono spesi male e soprattutto la “longa manus” del nepotismo si insinua a più livelli creando inefficienze e soprattutto sprechi di ogni tipo.

Un’ombra sinistra e cupa si addensa infatti sull’operato dell’ex Responsabile del Piano di Zona S1 Porfidio Monda e del Responsabile della comunicazione, Salvatore Gargiulo.

Stando ai fatti Porfidio Monda, rimosso dal suo incarico per presunta incompatibilità in quanto ricopriva un doppio ruolo al Piano di Zona di Scafati e di Torre Annunziata e sostituito poi con il dott. Prudenzano, avrebbe per carenza di programmazione determinato la perdita di risorse economiche indispensabili per l’erogazione dei servizi sociali domiciliari a disabili ed anziani.

Ciò è avvenuto non solo per colpa del responsabile, ma stando ai fatti anche per una deficitaria capacità da parte del personale del piano, assunto a quanto pare secondo criteri che in certi casi vengono definiti “clientelari”, di fare programmazione e di rispettare i tempi del procedimento amministrativo avviato dalla Regione Campania (il Settore Assistenza Sociale con i D.D dal n. 212 al n.250/2012).

Ciò ha comportato la revoca di ben 1.440.000 di euro e la perdita di risorse fondamentali per l’espletamento del servizio. Le vittime di questo stato di cose ovviamente sono stati i cittadini dell’Agro Nocerino Sarnese, che si sono visti così privati dei servizi fondamentali di assistenza socio-sanitaria domiciliare.

Disabili ed anziani, famiglie bisognose di assistenza di ogni tipo, hanno quindi pagato il prezzo di una gestione poco efficiente e soprattutto incapace di gestire le risorse fondamentali per garantire l’assistenza sociale.

C’è da domandarsi: è lecito che le inefficienze amministrative di personale che dovrebbe garantire il funzionamento di servizi fondamentali ricada poi su cittadini spesso bisognosi di tutto?

Ma quanto ogni anno trasferisce la Regione Campania al Piano di Zona S1? Stando ai numeri le risorse trasferite sono un milione ed ottocentomila euro. E come vengono spese? Una parte consistente non è utilizzata per erogare servizi, ma per pagare i soli stipendi del personale a contratto, i famosi “consulenti esterni”, gli esperti che troviamo in ogni amministrazione pubblica; infatti ben 900.000 euro vengono impiegati per le retribuzioni e i 50 collaboratori del Piano di Zona, che a quanto pare non sono in grado di fare al meglio il loro lavoro.

Dinanzi a questa situazione quasi drammatica il nuovo responsabile del Piano di Zona S1, sta cercando non solo di mettere ordine, ma di riorganizzare il servizio per garantire ai cittadini un servizio più efficiente. Ha cercato di recuperare innanzitutto quelle risorse che erano state perse dal suo predecessore e soprattutto ha avviato una seria valutazione del personale a contratto basata su competenze e professionalità espresse.

Chi lavora nel sociale ha infatti una responsabilità grandissima ed il personale non deve essere selezionato, se veramente si vuole che la struttura funzioni, secondo criteri poco trasparenti. Una struttura così importante come il Piano di Zona S1, non può essere ridotto ad un carrozzone politico da mantenere in piedi come serbatoio di voti per i politici di turno.

Questo modo di fare, molto radicato al Sud, ovviamente ha inciso ed incide sul funzionamento del Piano di Zona stesso, di cui pagano le spese i cittadini.

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