Nuovi studi sulle prove sembrano svelare che il vero serial killer non fu il medico reale Sir John Williams

l'identità misteriosa di Jack lo squartatore

John Morris, ex avvocato inglese di 62 anni, ha recentemente pubblicato un libro intitolato «Jack The Ripper: The Hand Of A Woman» (Jack lo squartatore: la mano di una donna) che insinua dubbi sulla vera storia del “mostro di Whitechapel”.

Secondo Morris, che se non altro si è garantito un notevole successo editoriale, la vera colpevole degli efferati omicidi (chi dice cinque, chi dice quindici) compiuti nell’East End londinese verso il finire del 1800, non fu il medico reale Sir John Williams, uno dei principali sospettati, bensì Lizzie, sua moglie. Il movente sarebbe una non meglio precisata vendetta verso chi, a differenza di lei, avrebbe potuto avere figli.

Gli indizi su cui si basa il libro sono pochi e si riducono al fatto che le vittime non subirono violenza sessuale, che vennero ritrovati tre bottoni, appartenenti a uno stivale femminile, nel sangue di una delle vittime, e che resti di vestiti da donna, ma non della proprietaria di casa, furono scoperti tra le ceneri del camino di Mary Kelly, l’ultima vittima. Quest’ultimo omicidio, inoltre, tra l’altro particolarmente cruento, sarebbe giustificato, secondo questa teoria, dal fatto che la Kelly era l’amante del marito della Williams. La vicenda di Jack lo squartatore ha terrorizzato i londinesi e appassionato i lettori delle storie costruite su di lui.

Di certo ci sono le tre lettere che hanno creato la leggenda, e da cui è stato tratto il soprannome dell’ignoto assassino di prostitute. The “Dear Boss” Letter, datata 25 settembre 1888, ricevuta dalla Central News Agency il 27 settembre, che è la prima che riporta la firma “Jack lo Squartatore”. The “Saucy Jack” postcard, ricevuta il 1º ottobre, scritta in uno stile simile alla prima e nella quale si fa riferimento a prossime uccisioni (che avverranno puntualmente). E The “From hell” letter, ricevuta il 16 ottobre da George Lusk, capo della polizia del quartiere di Whitechapel. Quest’ultima era accompagnata da una scatola contenente la metà di un rene umano. Siccome uno dei reni dell’ultima vittima era stato rimosso e Londra viveva un’era pre – CSI, si credette fosse quello in questione. Da lì in poi la polizia ricevette circa 600 lettere di mitomani che firmavano con lo pseudonimo del “mostro di Londra”.

Di incerto c’è tutto il resto. E quindi spazio a narratori, sceneggiatori e registi che nei decenni costruirono mille versioni della storia, che già al tempo vide impegnati giornalisti e polemisti nel cercare colpevoli illustri, da Oscar Wilde a Lewis Carroll. Di recente anche I Griffin ne hanno celebrato la figura, dando al personaggio di Quagmire la statura di sua reincarnazione. Per arrivare all’ex avvocato in cerca di fama e fortuna.

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