La Grecia tiene col fiato sospeso l’Europa e la moneta unica rischia di implodere: chiamarsi fuori sarebbe ora la soluzione più “indolore” per l’economia italiana

l'Italia deve uscire dalla moneta unica?

“Se in Grecia si va ad elezioni è molto probabile che il Partito Socialista Radicale e tutti quanti i partiti che sono contro l’austerità guadagneranno molti consensi. Probabilmente si avrà una coalizione basata principalmente sull’uscita dall’Euro, proprio perché interrompere l’austerità significa uscire dall’Euro. E questo creerebbe un vero e proprio cataclisma finanziario in Europa, anche perché non esiste, ad oggi, un protocollo di uscita dall’Euro. Ritengo sia molto probabile, allora, un’implosione della stessa moneta unica”.

Ad analizzare una situazione finanziaria che, al confine enigmatico tra la crisi greca e quella italiana, sembra ormai una bomba ad orologeria per la zona-Euro è Loretta Napoleoni, autorevole economista e profonda conoscitrice dello studio dei sistemi economici.

“L’effetto principale di tutto ciò è sicuramente il contagio. Bisogna considerare che una implosione dell’Euro dovuta alla fuoriuscita della Grecia significa che la Grecia dichiarerà di non pagare il suo debito: il 75% di questo debito è dovuto al Fondo monetario, alla Banca centrale europea e all’Europa. Dunque non ci sarebbero più soldi nel famoso fondo salva stati per aiutare sia l’Italia che la Spagna che gli altri paesi della periferia.

Il contagio della crisi greca si sposterebbe molto velocemente ai paesi della periferia ed avremmo una situazione simile a quella che abbiamo visto proprio in Grecia un anno fa, con una progressiva degenerazione delle condizioni economiche e finanziarie.

L’Euro è alle soglie di un fallimento perché l’Europa ha perseguito a lungo una strada che è una strada ideologica, è una strada che non ha mostrato alcuna umiltà, una strada di arroganza. Se anche un anno fa avessimo considerato la possibilità di avere due Euro a due velocità, e quindi un protocollo per potere migrare dall’Euro di serie A nell’Euro di serie B, non ci troveremmo in una situazione di questo tipo. I greci non sarebbero alla fame e non avremmo dei partiti radicali di grande opposizione alla politica europea che prendono il 20 per cento dei voti nelle elezioni politiche.

Molti, ultimamente, mi chiedono quando e come usciremo dalla crisi. A mio avviso si esce dalla crisi solamente quando si risolve il problema Euro, quindi paradossalmente una implosione dell’Euro potrebbe essere benefica perché porrebbe fine a questa lunghissima agonia. Certo, le conseguenze saranno assolutamente disastrose, ci sarà una contrazione dell’economia che durerà diversi mesi. A un certo punto toccheremo il fondo, però, e da quel fondo ricominceremo a risalire. Così, invece, ci troviamo in caduta libera in un pozzo nero senza fine”.

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