Tasse e rincari senza precedenti, crescita zero, boom di suicidi: il premier verso l’impresa impossibile di fare peggio di Berlusconi.  O si dimette o il Paese esploderà

Monti non si ferma e l'Italia si suicida

Dire, come fa Monti, che il taglio delle tasse è “astrattamente” possibile, è come dire che i cittadini sono tutti astrattamente milionari. L’equazione stride con il senso logico e cosciente della realtà.

Piuttosto la verità è che il banchiere Monti le tasse concretamente le ha aumentate e i cittadini sono altrettanto concretamente più poveri.

Si potrebbe sintetizzare così la politica “spremi-italiani” che sta portando avanti senza alcun freno nè vergogna l’attuale primo ministro italiano.

L’illusionista col vizietto del burlesque, alias Silvio Berlusconi, doveva andare a casa e su questo non ci piove. Il problema è che il rimedio si sta dimostrando peggio ancora del male. E far peggio del Cavaliere era – almeno sulla carta – un’impresa a dir poco titanica.

Il governo dei tecnici è ormai il governo dei danni, un esecutivo che sta succhiando il sangue degli italiani come un Dracula in crisi di astinenza. Recessione sempre più profonda, tasse mai come adesso alte e insostenibili, consumi in picchiata, salari e stipendi fermi, inflazione in aumento. La benzina in dodici mesi è aumentata del 21%, aumenti consistenti anche per luce e gas.

Una sequenza impressionante di persone che per la crisi e i debiti si tolgono la vita è il termometro dell’Italia stessa che muore. L’addio alla vita per liberarsi dalla morsa di Equitalia o dal lavoro che non c’è ha, di fatto, assunto i crismi inquietanti e disumani di una consuetudine quotidiana. E per tutta risposta Monti si giustifica asserendo con gelido tono sprezzante che: “in Grecia stanno molto peggio e lì ci sono più suicidi che in Italia”.

Monti ha anche dichiarato: “Chi ha provocato la crisi rifletta sulle conseguenze”. Una parte del disastro l’ha causata Berlusconi e un’altra parte chi negli anni passati ha preceduto il venditore di fumo di Arcore: il professore però cosa sta facendo per arginare la crisi? Una politica fondata sul sistema intimidatorio della tempesta di tasse e di taglia ai servizi.

Chissà come mai viene chiesto al povero cittadino comune e non alla “casta” di stringere la cinghia. Forse perchè è la politica stessa che manovra Monti e lui non ha la dignità e l’onestà intellettuale di farsi da parte e ammettere di essere un fantoccio prestato alla politica, strumento in mano ad essa per fare da killer parafulmine nella fase storica di anti-politica.   

Lo spread, che veniva utilizzato come una “clava” nell’ultimo periodo berlusconiano, oggi a quota 440 e sembra che non sia successo nulla. E nessuno ne parla più. Come se il rigor Montis fosse un mondo a parte.

Monti si sta prendendo il futuro degli italiani: quelli che non avranno mai un lavoro, che non potranno mai andare in pensione, che non potranno avere dei figli nè mantenerli. Quelli che, come detto, si stanno suicidando giorno dopo giorno. Una strage sociale oggi e ancor più domani.

Il Paese appare narcotizzato e sodomizzato di fronte ad un Governo che pensa di risanare l’Italia massacrando i cittadini a suon di tasse e rincari, senza concrete iniziative per rilanciare l’economia e con essa i consumi ed il lavoro.

Il debito pubblico – indubbiamente ereditato dagli altri governi – non arretra, anzi aumenta. E le entrate tributarie, di riflesso, diminuiscono, proprio perché l’economia è in crisi, il cittadino vessato non può sostenere il peso di così tante imposte e le attività di tutti i tipi cessano, incrementendo il tasso di disoccupazione.

Anche un bambino comprenderebbe che un qualsiasi percorso di rilancio dell’economia non può passare per una corsa sfrenata all’aumento delle imposte, propellente masochista dell’azzeramento del potere d’acquisto da parte di ogni cittadino e delle classi produttive.

Monti sta, insomma, devastando i già fragili equilibri economici di un paese in coma profondo. E i primi segnali del terrorismo sono la “spia” più esplicita e indicativa del disagio sociale che avanza e potrebbe decidere di colpire i poteri forti che stanno mettendo la firma sul disastro. Forse gli anni di piombo e vicende come quelle che hanno portato alla fine di Aldo Moro forse non hanno ancora insegnato niente. Ecco perchè: o il premier va via immediatamente o nessuno può prevedere cosa potrebbe accadere.  

I cosiddetti “tecnici” erano stati salutati, da più parti, come la soluzione ai problemi: oggi sono a dir poco impietose e fallimentari le risposte alle tesi di chi profetizzava la svolta con Monti.

Colpa del professore ed ancor più di chi lo ha messo in quel posto: Napolitano, un presidente della Repubblica senza alcun dubbio da ritenersi tra i più mediocri e inadeguati al ruolo istituzionale che l’Italia abbia mai espresso nei recenti decenni.

La soluzione può essere una soltanto ed è il segreto di “Pulcinella”: Mario Monti deve andare a casa. Lui e questo Governo “fantoccio” mai legittimato dagli italiani con il voto popolare.

Le elezioni anticipate non saranno la panacea di tutti i mali ma non potranno neppure peggiorare la situazione di un Paese sull’orlo della peggiore crisi. Non solo finanziaria ma soprattutto di nervi.

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