Il leader autonomista boccia il suo partito: “all’inizio spostava le masse, ora è diventato un centro di potere”

Raffaele Lombardo

“Sono deluso dall’evoluzione dell’Mpa, il mio movimento non si è giovato della presidenza della Regione. Inizialmente non era così, le masse si muovevano, da Messina a Roma, poi si è trasformato nel partito del potere, la gente piuttosto che venire da me per portare avanti un progetto, restava o veniva per patteggiare o chiedere il posticino di sottogoverno, l’assessorato comunale. C’è bisogno di ritornare alle origini per quanto riguarda l’autonomia e ripensare qualcosa di diverso”.

Sono le eloquenti dichiarazioni rilasciate del presidente della Regione, Raffaele Lombardo a margine di una manifestazione in corso a Palermo.

“Se resterò alla guida dell’Mpa? Non so, ve lo dirò al momento delle mie dimissioni”, ha aggiunto il governatore. “Non si tratta di questo – ha affermato ancora Lombardo – non di un uomo solo al comando di un partito dove i generali hanno sbagliato. Questa è la tendenza della politica e del modo di essere dei partiti, la identificazione dei partiti in un uomo solo, che trovo errata”.

Secondo il leader del Mpa “bisogna ripristinare le regole della democrazia, ma questo succederà solo quando la democrazia tornerà a valere per la scelta dei parlamentari, con il ripristino della preferenza tornerà il ripristino della democrazia e di partiti pluralisti e democratici che oggi non ci sono”.

Per Lombardo, “oligarchia c’è nel sistema e così è nella guida dei partiti”. Poi ha concluso: “Oggi mi ritrovo così, mi chiedono anche di intervenire anche per evitare la scelta sbagliata di un assessore in provincia di Ragusa”.

Il governatore parla anche del Pd: “Il Pd nel mio governo non c’è mai stato. Il Pd ha sostenuto l’azione riformatrice di questo governo ormai agli sgoccioli”.

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