Irrompe la Procura: schede sequestrate 6 giorni dopo il voto, sono già 3 gli iscritti nel registro degli indagati. Il sindaco: “io sono soddisfatto, così si farà chiarezza…”

schede elettorali sequestrate a Catanzaro

La Procura della Repubblica di Catanzaro ha sequestrato tutte le schede elettorali del voto della scorsa settimana per il rinnovo del sindaco del capoluogo. Il provvedimento di sequestro è stato firmato dal sostituto procuratore Gerardo Dominijanni, titolare dell’inchiesta su presunti episodi di compravendita di voti in cui sono indagati un consigliere eletto del centrodestra ed altre due persone ed eseguito dalla Digos.

Il voto nella citta calabrese è stato caratterizzato da una serie di circostanze poco chiare, con la politica che ha alzato i toni fin dall’inizio, continuando anche dopo la chiusura della consultazione elettorale: sono serviti 4 giorni per chiarire se la città dovesse andare al ballottaggio, oppure come è avvenuto avesse eletto al primo turno il sindaco.

Secondo quanto si apprende da fonti giudiziarie, il sequestro ha riguardato le schede elettorali di tutti i 90 seggi dove si è votato, e la documentazione in possesso degli uffici della Commissione centrale elettorale dove giovedì scorso era stata effettuata la proclamazione del sindaco eletto, Sergio Abramo, del Pdl.

La decisione della magistratura giunge proprio nel giorno in cui il candidato sindaco del centrosinistra Salvatore Scalzo, nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato l’Udc e Fli, aveva reso noto che sara presentato nel giro di pochi giorni il ricorso al Tar per chiedere l’annullamento delle elezioni.

Immediate le reazioni dei due fronti alla notizia del provvedimento di sequestro. “Non posso che essere soddisfatto – afferma il neo sindaco Sergio Abramo – della decisione della Procura della Repubblica di verificare tutte le schede elettorali. In tal modo saranno fugate definitivamente tutte le ombre che strumentalmente sono state gettate sulla mia limpida e netta vittoria. Se dovessero emergere responsabilità di natura penale, queste apparterrebbero a singoli individui”. Per il commissario del Pd calabrese D’Attorre, invece, “il sequestro delle schede conferma la fondatezza delle gravissime preoccupazioni che avevamo espresso in ordine alla regolarità e alla trasparenza del voto a Catanzaro”.

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