Stanno alimentando il debito pubblico e impediscono lo sviluppo del Paese

La moderna economia ha creato e sta alimentando un’enorme crescita del debito sia pubblico che privato.

Tanto per intenderci dobbiamo tener presente che da tanto tempo non è più vero che il denaro in circolazione ha il suo corrispettivo in oro o in beni tangibili nei forzieri degli stati che emettono carta moneta come si studiava a scuola negli anni 60/70. Al contrario possiamo invece affermare che le Banche centrali stampano denaro che verrà prestato per generare debito che deve essere naturalmente ripagato con interessi.

La richiesta di interessi si traduce poi in una maggiore domanda di emissione del denaro stesso. E così fino a quando? Fino a quando ci sarà crescita demografica sulla terra, fino a quando le persone continueranno ad alimentare consumi sempre crescenti che serviranno a chiedere sempre più denaro che dovrà servire a ripagare il debito sempre più crescente.

In altre parole il denaro viene stampato sempre in maggiore quantità ed è necessario che contuinino a crescere anche i consumatori a cui prestare questo denaro con interesse per generare sempre più denaro. Tutto questo ha una durata infinita Probabilmente no, (se non altro per i confini fisici della terra) ma non possiamo sapere quanto potrà durare.

Sicuramente nei Paesi emergenti in via di sviluppo, dove la forza lavorativa è giovane e l’industria è in piena espansione questo processo può durare l’arco di più generazioni ma da noi in Europa e specialmente in Italia, dove la crescita demografica è quasi nulla e la popolazione non è certo giovane, il sistema ha già cominciato a fare acqua. Per giunta è arrivata la crisi del debito pubblico che è figlia della crisi dei mutui subprime americani ad aggravare pesantemente questo processo già di per se troppo maturo.

Da questa tabella del 2011 si può avere un’idea delle dimensioni crescenti del debito. Le uniche voci che corrispondono a ricchezza reale sono infatti le somme più piccole e cioè il PIL mondiale (il fatturato) e la capitalizzazione delle Borse.

Non è fantaeconomia asserire che la crisi Americana del 2007/2008 ha messo in ginocchio l’intero sistema bancario mondiale. Le banche infatti avevano smesso da tempo di fare il loro mestiere tradizionale e si erano messe a fare finanza, o meglio “finanza facile” o “finanza creativa”, lucrando copiosamente con le famose obbligazioni costruite con le cartolarizzazioni dei mutui subprime che poi sono diventate “tossiche”, cioè sono andate parzialmente o totalmente in default.

Il castello di carte è allora crollato rovinosamente sulle banche stesse travolgendo tutto il sistema. Il fallimento di una delle banche di affari più grandi al mondo, cioè la Lehman Brothers ne è stato l’epilogo. Dalle proprie ceneri però alcune banche americane sono risorte come l’Araba Fenice, vedi la Goldman Sachs, che è tornata ad essere più potente di prima e, da qualche anno sta cercando, riuscendoci benissimo, a condizionare, per non dire a controllare, il destino dell’Europa. Sarà un caso che il governatore della Banca Centrale Europea, il primo ministro Italiano e quello greco uscente hanno legami consolidati con la Goldman?

Non sono pochi quelli che accusano Monti & C. di far parte di grandi banche d’investimenti come appunto la Goldman Sachs e di essere parte attiva in alcune associazioni come il gruppo Bildemberg e la famosa commissione Trilaterale. Il primo nato nel 1954 per contrastare l’antiamericanismo nell’Europa occidentale ma ora accusato di massoneria e di cercare di creare un nuovo ordine mondiale, la seconda fondata da David Rockefeller nel 1973 con l’obiettivo di risolvere i disaccordi di allora fra Stati Uniti, Europa e Giappone ma ora accusata delle stesse imputazioni del gruppo Bildemberg e di voler creare anch’essa un sistema occulto sovranazionale per gestire il potere senza alcuna legittimazione democratica.

Ma torniamo a noi e chiediamoci come mai la BCE sta aiutando in maniera sfacciata le banche prestando loro cospique forme di denaro, (siamo arrivati già a un trilione cioè mille miliardi di Euro), senza che il fenomeno accenni a diminuire. Sappiamo inoltre che le Banche pagano alla BCE un interesse ridicolo dell’1% all’anno per questo denaro dato loro in prestito. Inoltre la BCE non chiede particolari garanzie alle banche per questi prestiti, i normali crediti in sofferenza di cui sono stracariche vanno benissimo. Come fanno le Banche con questo denaro a fare cassa per risollevare i propri bilanci?

Lo prestano forse alle imprese ? … No!
Lo prestano alle famiglie ? … No!

Lo usano loro semplicemente per continuare ad acquistare debito pubblico lucrando sulla differenza fra le cedole che incassano e il misero interesse dell’1% che devono restituire alla BCE.

Così non c’è impiego di personale specializzato per fare operazioni di questo tipo. Non c’è bisogno di pagare nessuno che analizzi e pesi minuziosamente la clientela retail per cercare di evitare di incorrere in penose e costose sofferenze. Qui le sofferenze non ci sono, (a meno di un default di dimensioni bibliche…).

E’ semplice! Potremmo farlo tutti, se la BCE ci prestasse denaro all’1% … Ma la BCE aiuta le banche, non le imprese, non le famiglie, non i cittadini e così facendo favorisce la naturale contrazione dei consumi, deprimendo l’economia e contribuendo a far ingrossare il debito pubblico. Ma come fa poi il governo a pagare gli interessi su quasi 2000 miliardi di titoli pubblici buona parte dei quali sono nelle mani delle banche europee grazie anche all’aiuto della BCE?

Ma lo sanno tutti! … Con le tasse ! Si proprio quelle tasse dirette e indirette che pagano i cittadini, le famiglie, le imprese.

Ed è facile calcolare che per pagare gli interessi di un anno sul debito pubblico in Italia, ora che lo spread è a 400 punti, cioè il 4% oltre le cedole del debito tedesco, occorrono quasi cento miliardi di euro l’anno. Sappiamo anche che la voce negativa più grande del bilancio dello Stato è proprio quella relativa al pagamento degli interessi del debito pubblico. Il governo chiede le tasse ai cittadini, alle famiglie e alle imprese che servono, per la maggior parte del loro ammontare, a pagare quegli interessi del debito pubblico che vanno a finire nei forzieri delle banche.

In conclusione, se si è in difficoltà a chiedere un mutuo alla propria banca (a tassi elevati) che pretende, peraltro, ampie garanzie sulla capacità di rimborso e ipoteche di primo e secondo grado sulla casa, perché non chiedere un prestito personale alla BCE? Tentar non nuoce….

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