Il deputato di Sicilia Vera firma a Santa Teresa il vero capolavoro elettorale in Sicilia: un anno fa l’arresto, poi la battaglia giudiziaria e il ritorno vincente sulla scena

Cateno De Luca

L’onorevole che ha sfidato una comunità. Una classe politica che ha costruito la sua campagna elettorale al grido di “Non passa lo straniero zum zum!”. Una comunità che ha risposto con l’internazionalizzazione dei suoi confini..

Sì, perché Santa Teresa di Riva, polo commerciale del comprensorio jonico, ha “finalmente un sindaco”. Forte del consenso di 2085 elettori Cateno De Luca siede sull’ambita poltrona del municipio santateresino.

Il 6 e il 7 maggio, il paese si è mobilitato. Si è animato e ha votato. Ha votato nella speranza di un cambiamento, di una svolta. Santa Teresa e i suoi elettori hanno deciso di scommettere sul volto nuovo. Quell’uomo politicamente osteggiato, ammirato e sostenuto da molti. Lui, l’onorevole che ha portato alla ribalta un piccolo paese della valle del Nisi, elevandolo al ruolo di comune capofila davanti a grossi centri blasonati, ha costruito una campagna elettorale votata al rilancio di un territorio piegato alla dura legge delle baronie politiche locali.

Quelle stesse baronie che hanno decretato la morte di un paese e la fioritura dei loro interessi economici, sociali e personali. Santa Teresa, il paese fantasma. Potenziale straordinario, inefficacemente sfruttato. Basta guardarsi intorno, percorrere i 4 km di lungomare, ciò che dovrebbe rappresentare il fiore all’occhiello, e accorgersi che regna il degrado.

E ci si chiede, cosa hanno fatto le precedenti amministrazioni? Nulla per il paese, tutto per un loro tornaconto personale. C’è chi chi parla di strategie “onorevoli” per ottenere consensi. illecitamente. C’è chi critica la spettacolarità dei comizi del deputato regionale, la foga, la passione del suo fare politica. C’è chi crede nella sua politica e nelle sue strategie per il territorio jonico. E ancora c’è chi lo osteggia perché considerato mafioso.

E’ facile cedere al giudizio, oggigiorno. Basta infilarsi una toga ed ecco trasformarci in giudici dalla facile sentenza, ignorando cause ed effetti che potrebbero generarsi. C’è un dato incontrovertibile: un paese alla deriva. C’è un iter processuale ancora da chiarire. Ma questo è compito della magistratura, non di certo il nostro.

De Luca vs Morabito. Sfida che ha catturato l’interesse di una comunità. Quante discussioni, liti, lotte, sotterfugi e mosse false. Si, anche quelle. Cosa non si fa per screditare un avversario? Magari perché no, anche un volantinaggio notturno denigratorio pre-votazioni.

I seggi elettorali hanno decretato la vittoria dello straniero con 154 voti di scarto. E’ questo il volere dei cittadini. Alberto Morabito, sindaco uscente, ha totalizzato 1931 preferenze. La lista “Sicilia Vera” dell’onorevole ha collezionato 1447 voti contro i 2439 ottenuti da “Città Libera”. Sicilia Vera e Città Libera: maggioranza e opposizione, si inverte la rotta che ha caratterizzato gli ultimi cinque anni di amministrazione.

Progetti ambiziosi e importanti quelli del neo-sindaco per ridare il giusto spessore ad una comunità priva di una guida. Svincolo autostradale, polo turistico-commerciale, porticciolo turistico, aree ricreative per anziani, polo sportivo, rifacimento rete stradale, costruzione di nuovi edifici scolastici. E’ per questo che i cittadini hanno scelto De Luca.

“La nostra scommessa serve a svelenire quel clima torrido che ha segmentato la comunità santateresina in bande armate concentrate in una mera caccia all’uomo – afferma De Luca – tutti sono anti qualcuno, la classe politica locale si pone solo il problema di non consentire all’altra parte di governare, tutti i politici locali hanno tradito le aspettative della propria comunità”.

Proprio nel momento in cui la crisi, le tasse e il malessere sociale mietono stragi, la lista Sicilia Vera e il suo leader rinunciano all’indennità di carica. Sindaco, giunta e presidente del consiglio, dunque, non peseranno sulle spalle dei santateresini. Un esempio, un modello per chiudere con un passato di sperperi e privilegi. I cittadini sperano e pretendono un paese migliore. “Santa Teresa appartiene a tutti ed è per tutti che deve tornare ad essere il faro della riviera jonica”.

Una scommessa, un progetto, un proposito: restituire dignità ad un centro, cuore dell’economia del territorio. I cittadini hanno cambiato pagina, vogliono scrivere un nuovo presente e porre le basi per un futuro votato al benessere. I cittadini hanno eletto l’onorevole straniero e per loro democratico volere gli hanno donato il passaporto santateresino.

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