“La disperazione per l’ingiustizia subita mi ha fatto pensare a un gesto estremo”. Il Fisco perseguita Diego dal 1991 ma ora lui sta per vincere la partita: “salvate i cittadini italiani e chiedete scusa per tutte le vittime” 

Diego Armando Maradona

Anche Diego Armando Maradona era pronto a suicidarsi per colpa di Equitalia. Ora che manca ormai poco alla resa dei conti con il fisco italiano (appuntamento il 17 maggio in commissione tributaria) il più grande calciatore di sempre fa una rivelazione scioccante.

L’indimenticato fuoriclasse argentino del Napoli si sfoga con il suo avvocato, Angelo Pisani e ripercorre i «25 anni durante i quali sono stato trattato come un criminale, la mia dignità è stata violentata e la mia immagine sportiva calpestata», dice Maradona. Poi, la rivelazione, che l’avvocato Pisani racconta all’Adnkronos: «non nego che negli anni bui della mia vita e con la finanza addosso ogni qualvolta tentassi di tornare in Italia ho rischiato di fare gesti estremi contro me stesso per l’ossessione e la disperazione provocatami dall’ingiustizia subita ma ho avuto la forza di resistere ma posso capire chi non ce la fa, so cosa si prova dentro. Oggi voglio vincere questa battaglia soprattutto per le vittime di Equitalia. Io -prosegue Maradona- anche se più famoso di loro l’ho pagata sulla mia pelle senza avere nessuna colpa».

Maradona ha poi ringraziato il suo legale Angelo Pisani «che ha riaperto il caso per darmi finalmente giustizia subendo anche lui addirittura una querela per essersi opposto ad Equitale ma finalmente il mondo intero ha saputo -ha proseguito Maradona- che fin dal 1994 non esiste alcuna violazione fiscale addebitabile a me». L’avvocato Pisani ha raccontato all’Adnkronos di avere sentito Maradona sereno, deciso anche se amareggiato «mentre ripensa ai 25 anni di tribolazioni che ha vissuto ingiustamente per un debito che non doveva pagare, ma è determinato a vincere questa battaglia per sè e per le tante vittime anonime del fisco italiano».

«Io do un ‘calcio’ anche a questa cartella falsa che è una brutta pagina per la democrazia italiana. Spero che le istituzioni italiane salvino i cittadini e chiedano scusa anche all’Argentina», ha detto Maradona attraverso il suo legale Angelo Pisani.

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